Sessant’anni di Pipistrelli: dai mantelli neri alla Bussola, il rock attraversa le generazioni
Nata nel 1966, la band ha portato Beatles, Stones e Pink Floyd nei locali e nelle piazze calabresi. La pausa del 1974, il ritorno nel 1999 e i figli sul palco: una storia di musica e memoria collettiva
Alla fine degli anni sessanta, precisamente nel 1966, sei giovani rossanesi talentuosi, appassionati di rock, diedero vita ad un gruppo musicale, che calca le scene da quasi sessant’anni: “I Pipistrelli”.
Questi giovani erano Aldo Capristo (voce), Giovanni De Rosis (batteria), Elio De Simone (chitarra solista), Giuseppe Fontanella (organo), Guglielmo Labonia (chitarra e voce) e Pino Nigro (Basso). Pochi anni dopo, Giovanni De Rosis e Giuseppe Fontanella si trasferirono per studio e per lavoro fuori Rossano e furono sostituiti da Giuseppe Galati e Michele Acampora.
Giuseppe Galati aveva suonato con i “Merris” una band creata dal maestro Paolo Gallina, indimenticato docente di musica delle medie, nella quale oltre a lui e a Galati suonavano Pasquale Madeo, Santo Perri e Giorgio Sanzi.
Il nome del gruppo prese origine dai mantelli neri che indossarono durante i primi concerti e dal fatto che si esibivano di notte. Era il periodo in cui la musica melodica stava cedendo il passo in favore del rock, del “progressive” e c’era tanta voglia di uscire, di vedersi, di socializzare di superare gli anni duri dell’immediato dopoguerra.
I pipistrelli si affermarono nel giro di pochi anni e iniziarono a suonare in tutta la Calabria, dai lidi del 114 di Villapiana alle pagode di Cirò Marina; da Il Castagno di Piano Caruso alla Lucciola di Cariati. A Mirto il lido dei fratelli Capristo divenne il ritrovo del gruppo. A Rossano suonavano spesso al Lido Gioffrè, da Murano, in montagna da Orlando, da Felicetti. Ovviamente furono presenti in tante feste di paese da Longobucco a Trebisacce. Spesso si aggregarono al gruppo le sorelle Monaco e Pierluigi De Simone con il suo sax. Il gruppo iniziò a interpretare i successi dei grandi gruppi dell’epoca: i Pink Floyd, i Beatles, i Rolling Stones e dei musicisti Carlos Santana, Jimi Hendrix senza tralasciare gli artisti e i gruppi italiani come Lucio Battisti, la PFM e i New Trolls.
A dargli il grande successo fu la tournee in Toscana del 1969, iniziata a Pisa e culminata con l’esibizione alla “Bussola” di Marina di Pietrasanta, in Versilia, ossia nel tempio della musica che aveva incoronato Mina, Celentano, De Andrè solo per citarne alcuni. In quello stesso anno, appena tornati a casa, si esibirono al Maria de Rosis durante la manifestazione “Cantapaese” condotta una sera da Mike Bongiorno e la sera successiva da Pippo Baudo. Nel 1970 il complesso si arricchì con la presenza di Cheryl, una ragazza madre lingua inglese, che lo rese più internazionale.
Nel 1974 interruppero le loro esibizioni, ma tornarono dopo una pausa lunga 25 anni nel 1999 con un concerto al Golf Village di Sibari dove si esibirono davanti a tremila persone, ottenendo un grande successo.
Nel nuovo secolo il sodalizio musicale è stato arricchito dalle performance di Pasquale Tarantino, Eugenio Felicetti, Gianfranco Ferrarese, Antonio Salvati, Pierino Savoia e altri. La parte canora ha visto invece l’alternanza di belle voci: Simona Mangano, Laura Caruso, Adelaide Calarota, Graziella Veneziano e Carmen Aurilia.
Nella sua ultima versione la banda de i Pipistrelli, oltre agli storici Guglielmo Labonia, Aldo Capristo, Elio De Simone e Pino Nigro, ha visto la presenza di Mimì Brunetti alla seconda chitarra, di Vincenzo Beraldi alle tastiere e di Giuseppe Parrotta alla batteria.
Nel 2022 hanno registrato il loro primo lavoro in studio. Il loro primo 45 giri digitale con due brani scritti molti anni prima: “Questa stanza” e “Lei”.
I Pipistrelli, negli ultimi anni hanno ripreso a suonare soprattutto in piazza Steri e al Memorial Capristo a Mirto. In una delle ultime esibizioni hanno accompagnato il gruppo le voci dei giovani Pietro e Giuseppe Labonia, figli di Guglielmo e le tastiere di Pasquale Nigro figlio di Pino detto “Il Generale”.
Il sodalizio musicale, in oltre cinquant’anni di carriera, ha onorato il rock progressivo, quello fatto di nuove varietà e complessità ritmiche, melodiche, armoniche e compositive; ma hanno anche fatto divertire e ballare diverse generazioni di calabresi, a partire dagli anni in cui bisognava riprendersi la vita in mano, fino al nuovo millennio.
Ringraziamo per la gentile concessione delle foto l’Antica Biblioteca di Corigliano Rossano, progetto di memoria storica e fotografica di Martino Rizzo.