Nuovo Ospedale della Sibaritide, ora è ufficiale: «Entro ottobre saranno trasferiti gli ambulatori»
Angelo Brutto, presidente della Commissione regionale Sanità, conferma per la prima volta il cronoprogramma sanitario: gli ambulatori saranno il primo pezzo a entrare a Insiti. «Poi, a seguire, tutto il resto»
CORIGLIANO-ROSSANO – Questa volta non è “Radio Cittadella”. Non è un’indiscrezione filtrata dagli uffici regionali e nemmeno una data raccolta nei corridoi. «Entro ottobre saranno trasferiti gli ambulatori e poi, a seguire, tutto il resto».
Poche parole. Nessuna enfasi. Ma probabilmente sono le parole più importanti pronunciate finora sul futuro immediato del nuovo Ospedale della Sibaritide.
A dirle oggi è Angelo Brutto, presidente della Terza Commissione Sanità del Consiglio regionale della Calabria. Per la prima volta il cronoprogramma del trasferimento sanitario esce dalla dimensione delle indiscrezioni e assume una forma istituzionale.
Dopo le indiscrezioni arriva la certezza
L’8 settembre dalla pagine dell'Eco dello Jonio avevamo anticipato ciò che filtrava dalla Regione: i primi trasferimenti sarebbero potuti partire da metà ottobre, cominciando proprio dagli ambulatori.
Lo avevamo scritto con il condizionale perché, allora, nessuno aveva ancora messo pubblicamente nome e responsabilità su quelle date.
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Oggi quel condizionale cade. Il consigliere regionale di maggioranza non indica il giorno preciso, ma fissa una finestra netta: entro ottobre gli ambulatori dovranno cominciare a entrare nel nuovo presidio di Insiti. È il primo vero passaggio ufficiale, istituzionale dopo la lunghissima parentesi dei cantieri.
Prima gli ambulatori. Poi il resto
Il secondo pezzo della dichiarazione è altrettanto importante: «poi, a seguire, tutto il resto». Significa confermare l’impostazione che avevamo già ricostruito: il trasferimento non avverrà in un’unica soluzione ma per fasi.
Gli ambulatori saranno il primo blocco. Successivamente toccherà agli altri servizi e ai reparti oggi distribuiti tra il Giannettasio di Rossano e il Compagna di Corigliano.
Già a fine giugno Asp, Regione e concessionario avevano avviato il lavoro tecnico proprio sulla migrazione delle attività sanitarie.
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Quello che Brutto non dice, e che dunque resta ancora da conoscere ufficialmente, è quando sarà completata l’intera migrazione. Le indicazioni raccolte nelle scorse settimane parlavano della primavera 2027 per le attività più complesse, ma quella resta, al momento, un’indicazione non formalizzata pubblicamente dalla Regione.
Adesso contano soltanto i tempi
Il cronoprogramma dei lavori indica ottobre 2026 come il grande spartiacque del cantiere. Ma lo abbiamo ripetuto per mesi: finire un ospedale non significa automaticamente aprire un ospedale. Serve trasferire servizi, personale, apparecchiature e reparti senza interrompere l’assistenza.
Oggi, però, arriva il primo riferimento istituzionale netto sul passaggio che conta davvero per i cittadini. Nessuna fanfara. Nessun conto alla rovescia nuovo da accendere. Questa volta basta segnarsi la data e aspettare. Anche perché da qui in avanti non sarà per nulla difficile il peso delle promesse. Quindi, per dirla alla Cruciani maniera: Avanti tutta!