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Disabilità, l’allarme di Greco: «I diritti non possono cambiare da Comune a Comune»

3 minuti di lettura

COSENZA - Una persona con disabilità non può avere meno tutele solo perché vive in un Comune anziché in un altro. È questo il nodo politico e sociale sollevato dalla consigliera regionale Filomena Greco sui nuovi Progetti di Vita. Il rischio, secondo l’interrogazione depositata in Consiglio regionale, è che una riforma nata per rafforzare i diritti finisca per creare differenze tra territori.

La questione riguarda l’applicazione delle nuove Linee di indirizzo regionali sui Progetti di Vita individuali, personalizzati e partecipati, approvate dalla Giunta regionale lo scorso 1° giugno in attuazione del decreto legislativo 62 del 2024.

A sollevare il caso è Filomena Greco, consigliera regionale di Casa Riformista – Italia Viva e componente della Terza Commissione Sanità del Consiglio regionale della Calabria, che ha depositato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata alla Giunta.

Il punto è delicato, perché tocca direttamente il rapporto tra diritti, servizi sociali, sanità territoriale e capacità amministrativa degli Ambiti Territoriali Sociali.

«Una persona con disabilità non può ricevere un livello di tutela diverso a seconda del Comune in cui vive», afferma Greco, mettendo subito al centro il tema dell’equità. Se la Regione non chiarisce rapidamente quali regole devono essere applicate, aggiunge, «il diritto a un Progetto di Vita rischia di diventare una variabile dipendente dal territorio, non un diritto uguale per tutti».

Dietro la formula “Progetto di Vita” c’è un cambio di prospettiva importante.

Non si tratta soltanto di erogare un servizio o una prestazione, ma di costruire un percorso personalizzato attorno alla persona con disabilità, tenendo insieme bisogni sanitari, sociali, familiari, educativi, abitativi e relazionali. Un progetto che, per funzionare davvero, richiede valutazioni multidimensionali, competenze, coordinamento tra enti e risorse adeguate.

Ed è proprio qui che nasce il problema.

Secondo Greco, la nuova disciplina regionale attribuisce centralità alla valutazione multidimensionale e al budget di progetto, ma si aggiunge a una disciplina già esistente, quella prevista dalla delibera regionale del 2024 sui Progetti Individuali, senza chiarire in modo sufficiente come i due strumenti debbano raccordarsi.

Il risultato potrebbe essere una fase di transizione confusa, nella quale ogni Ambito Territoriale Sociale è costretto a interpretare le regole in modo autonomo.

In altre parole: stessi diritti sulla carta, percorsi diversi nella pratica.

Gli Ambiti, già spesso alle prese con carenze di personale e strutture amministrative sotto pressione, rischiano così di dover colmare da soli le lacune operative. Con conseguenze potenzialmente pesanti: applicazioni differenti da territorio a territorio, aumento delle responsabilità sugli enti locali e possibile crescita del contenzioso.

A pagare il prezzo, però, sarebbero ancora una volta i cittadini e le famiglie.

Per una persona con disabilità e per chi le sta accanto, il Progetto di Vita non è un documento tecnico. È lo strumento che dovrebbe definire il percorso di autonomia, assistenza, inclusione e sostegno quotidiano. Se le regole cambiano da un territorio all’altro, cambia anche la possibilità concreta di accedere a servizi e opportunità.

C’è poi un altro nodo: quello delle risorse.

La valutazione multidimensionale, i percorsi personalizzati, il budget di progetto e il coordinamento tra servizi richiedono personale, tempi, competenze e coperture finanziarie. Ma gli enti locali, sottolinea Greco, continuano a muoversi dentro vincoli di bilancio già molto stretti.

Per questo la consigliera regionale chiede alla Giunta di chiarire il rapporto tra le due delibere regionali: la DGR 318 del 2024, che aveva dotato gli Ambiti Territoriali Sociali di un disciplinare unico per i Progetti Individuali ai sensi della legge 328 del 2000, e la DGR 277 del 2026, che ha introdotto le nuove Linee di indirizzo sui Progetti di Vita.

L’interrogazione punta anche a sapere quali direttive operative siano state impartite agli Ambiti Territoriali Sociali, alle Asp e alle Unità di Valutazione Multidimensionale. Un passaggio decisivo, perché proprio da queste indicazioni dipende l’applicazione concreta della riforma nei territori.

Greco chiede inoltre di conoscere quali risorse aggiuntive siano previste per sostenere il nuovo modello e se la Regione intenda adottare con urgenza un disciplinare attuativo unico, capace di definire procedure, responsabilità e criteri di finanziamento validi per tutti gli Ambiti della Calabria.

L’obiettivo è evitare che la riforma parta in ordine sparso.

Perché se ogni territorio applica regole proprie, il rischio non è soltanto amministrativo. È il rischio di trasformare un diritto esigibile in una possibilità legata al Comune di residenza, alla capacità organizzativa dell’Ambito o alla disponibilità di risorse locali.

«Una riforma pensata per garantire diritti alle persone con disabilità non può tradursi, nella fase di attuazione, in una disparità tra territori», conclude Greco.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.