38 minuti fa:Violenze domestiche, una donna condanna ad allontanarsi dalla casa di un familiare
7 ore fa:Personale di pittura di Nigro al Castello Aragonese di Castrovillari
6 ore fa:Ad Altomonte ogni alunno potrà fare “un tuffo nell’arte alla ricerca di se stesso”
3 ore fa:Riunione politica-programmatica della Lega a Corigliano-Rossano
1 ora fa:Green Pass: anche Corigliano-Rossano dice No. Sabato mattina in piazza
6 ore fa:Fondi consiliari, la Lega restituisce 155mila euro alla Regione «dimostrando di essere virtuosa»
3 ore fa:Corigliano-Rossano, Monsignor Maurizio Aloise ha fatto visita ai detenuti della Casa di reclusione
20 ore fa:Calcio, Castrovillari alla ricerca della prima vittoria casalinga
19 ore fa:Cosenza, ecco i vincitori del festival della cinematografia sportiva
4 ore fa:In Calabria «occorre rilanciare la medicina territoriale e la centralità del management sanitario»

REGIONALI 2021 – Campanella (Psi): «Non solo turismo e agricoltura, si pensi anche all’industria»

2 minuti di lettura

COSENZA - «Ho deciso di accettare la proposta di candidatura per le elezioni regionali giuntami dal Partito Socialista Italiano, perché credo possa essere l’occasione per dare un contributo al bene comune. Le elezioni non costituiscono solo lo strumento attraverso cui i cittadini eleggono i propri rappresentanti all’interno delle istituzioni, ma sono anche un momento favorevole per organizzare la società».

È quanto afferma Andrea Campanella, candidato al Consiglio Regionale lista PSI Calabria per la circoscrizione nord che così continua: «L’occasione della candidatura mi porta a dare una visione di quelle che sono, a mio modesto avviso, le tematiche che ritengo di maggior interesse per la nostra regione, sperando di ottenere un fattivo riscontro. Tra le maggiori problematiche che affliggono il nostro territorio merita senza dubbio attenzione il crollo demografico. La nostra è una popolazione poco numerosa e prevalentemente anziana; a ciò si aggiunga l’esodo di molti neomaggiorenni e neolaureati, i quali decidono di basare la propria vita in altri luoghi. La principale causa del crollo demografico è, senza dubbio, la mancanza di lavoro, inteso non come impiego in generale, ma come lavoro ad alto valore aggiunto! La nostra emigrazione non è costituita da operai e manovali come quella della prima metà del ‘900! Sono invece i laureati ad emigrare, spesso anche con una rilevante formazione post lauream».

«Tra i laureati poi, - spiega - emigrano soprattutto quelli che si sono formati nei settori relativi alle scienze naturali e all’ingegneria, cioè in quelli che più potrebbero creare innovazioni per il benessere della società e che, infatti, sono le più ricercate nei territori ad economia avanzata. Proprio per questo il rilancio dell’economia regionale non può fondarsi esclusivamente sull’agricoltura e sul turismo. Un’economia così strutturata non sarebbe in grado di assorbire la forza lavoro formata nelle nostre università e, per di più, poggerebbe le proprie fondamenta su attività stagionali, non in grado di creare costantemente valore nel corso del tempo (tanto vale percepire il reddito di cittadinanza)».

«Una delle priorità dell’ente regione, - aggiunge - dunque, dovrebbe essere quello di attrarre investimenti nei settori di alta innovazione tecnologica. Sono certo che una proposta utile, a tal fine, possa essere la destinazione di determinate aree territoriali alla creazione di distretti industriali e l’instaurazione di regimi fiscali di vantaggio. Questo è quello che serve alla nostra Regione, una realtà densa di zone industrializzate, una sorta di Silicon Valley che sia in grado anche di raccordarsi con gli atenei universitari al fine di agevolare non solo lo sviluppo tecnologico e l’industrializzazione, ma che crei serie ed effettive opportunità lavorative scoraggiando quel fenomeno migratorio che sta di fatto spogliando la nostra terra di quella fetta di giovani neolaureati costretti a sradicare le proprie radici e piantarle altrove».

«L’obiettivo – continua - non può che essere aumentare il tasso di istruzione e di lavoro ad alta produttività, al fine di incrementare quel welfare fondamentale alla vita politica e sociale di una regione.

Questo tende ad ambiziosi traguardi da raggiungere, quali, la creazione di posti di lavoro, l’aumento delle capacità professionali dei nostri neolaureati, nonché l’incentivare la formazione di chi ha già un’occupazione stabile, il tutto al fine di risollevare e dare lustro ad una industrializzazione che ad oggi risulta carente, per nulla corrispondente alle potenzialità che una regione come la nostra Calabria ha in serbo.

Questo si riverbera, necessariamente, sulla necessità di un sistema di infrastrutture forte e stabile, e di cui l’ente regione deve farsi carico».

«Troppe sono le opere incompiute dovute alle motivazioni più svariate, dalla mancanza di fondi agli eccessivi costi (da qualche anno estremamente aumentati) fino al totale mancato interesse delle stazioni appaltanti, causando, ovviamente, enormi esborsi di denaro pubblico (si pensi ad esempio alla Strada di grande comunicazione Sibari-Sila tra i Comuni di Acri e San Demetrio Corone con l’80.67% dei lavori effettuati ed una cifra di 35 milioni e mezzo di euro). Investire nelle infrastrutture vuol dire investire nello sviluppo economico e sostenibile. Sono convinto, infine, che la Calabria, con Amalia Bruni presidente, possa trattenere le sue migliori risorse favorendo quello sviluppo necessario ed urgente che questa terra merita» conclude.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.