3 ore fa:Castiglione e Museo Civico di Paludi: al via l'estate culturale tra archeologia, filosofia e memoria
5 ore fa:Sacal verso il Cda a tre, Scutellà: «Non diventi una spartizione di poltrone»
4 ore fa:Cropalati stabilizza cinque lavoratori TIS: firmati i contratti in Comune
6 ore fa:Themesen, il sogno rischia di spegnersi: senza un campo omologato il club valuta lo stop
4 ore fa:Nasce l'associazione Operatori Ciclovia Parchi Calabria: il cicloturismo punta sulla rete
3 ore fa:Erosione costiera a Calopezzati, Fratelli d'Italia: «Dalla Regione segnali concreti per la difesa del litorale»
5 ore fa:Rotary Sybaris, Anna Straface nuova presidente: passaggio del collare al Castello Ducale
5 ore fa:Vacanze tra Jonio e Pollino, il vescovo Savino: «Mare e montagna sono aule di teologia»
6 ore fa:Azione Cosenza si struttura: alla sindaca di Pietrapaola Manuela Labonia il dipartimento Organizzazione
4 ore fa:Macrocioli, la condotta fragile che lascia Rossano senz’acqua: almeno 16 rotture in meno di un anno

Tra segnali di stop che mancano ed «un sindaco senza mascherina» crescono i malumori in città

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Non c’è tregua per il sindaco Flavio Stasi e per la sua condotta amministrativa, ancora una volta bocciata dagli oppositori: sia quelli che siedono nell’emiciclo civico sia quelli, invece, che vivono il mondo dell’associazionismo civico.

Da una parte i consiglieri comunali Gino Promenzio e Francesco Madeo che invocano «l’intervento delle autorità»  per il mancato rispetto delle regole anti-contagio da parte del sindaco. Dall’altro il Movimento del Territorio con Pasqualina Straface che invoca, da quasi un anno ormai, l’installazione di uno “Stop” in via Archimede a Schiavonea.

I due consiglieri di minoranza portano il conto al sindaco dei danni gravissimi prodotti dalla pandemia alle attività economiche del territorio a fronte di nessun supporto dell’Amministrazione comunale alle loro esigenze. «Mai, però – scrivono Promenzio e Madeo - ci saremmo aspettati di vedere il sindaco Flavio Stasi brindare e cantare tranquillamente in piena pandemia senza mascherina o distanza di sicurezza in piazzetta Porto Fino a Schiavonea, in barba a tutte le regole e soprattutto al buon senso che durante tutto l’inverno abbiamo ascoltato dalle linee guida governative».

«Comprendiamo la voglia di sentirsi di nuovo ragazzi – aggiungono - comprendiamo l’esigenza di recuperare consensi dopo due anni di annunci senza risultati concreti, però pretendiamo il pieno rispetto delle regole, evitando gli assembramenti, la pandemia non è passata Sindaco e solo i vaccini non bastano, la scienza è compatta su questo». E poi ricordano che un altro anno di chiusura per Covid condannerebbe «i nostri cittadini, che – precisano - vogliamo ricordarle non ricevono 5.000 € al mese sul conto corrente indipendentemente dai risultati, a stringere ulteriormente la cinghia o peggio ancora ad emigrare».

Ma per una strigliata sugli atteggiamenti ne arriva un’altra per le istanze non accolte. A diffidare il primo cittadino ed il Comune di Corigliano-Rossano per la mancata attenzione ad una segnalazione fatta dal Movimento del Territorio, a sostegno di Pasqualina Straface, è Gianni Corrado, componente dello stesso sodalizio civico. «Il 9 luglio scorso – ricorda Corrado – avevamo fatto presente al sindaco che in Via Archimede, nella frazione di Schiavonea, dove in prossimità del primo incrocio stradale, manca il segnale stradale "Stop"».

«L'assenza di tale segnaletica – precisa Corrado - potrebbe essere motivo di sinistri stradali che di fatto rappresentano un pericolo per l'incolumità di pedoni e automobilisti. Dopo quasi un anno dalla segnalazione mi chiedo, come sia possibile che per tutto questo tempo l'amministrazione comunale non sia intervenuta per risolvere un problema di piccola entità come il ripristino di un segnale stradale? Soprattutto dopo che il problema è stato segnalato».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.