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Omicidio Avato, condannati esecutore e ideatore

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Omicidio Avato, pienamente accolte le richieste formulate nell’ottobre scorso dal pm, Eugenio Facciolla, nei confronti dei due imputati, il 52enne muratore di San Cosmo Albanese freddato a colpi di pistola nella notte tra il 14 e il 15 novembre dello scorso anno nel piccolo centro del cosentino. Infatti il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Guglielmo Labonia, ha condannato Salvatore Buffone, il 31enne cognato dell’ucciso a 30 anni di reclusione, mentre Cristian Dulan, il 30enne di nazionalità rumena esecutore materiale del delitto e reo confesso a 18 anni di carcere. In pratica il gip ha confermato totalmente quanto richiesto a suo tempo da Facciolla. Ricordiamo che la sentenza emessa ieri sera era attesa per lo scorso mese di novembre, ma in quella circostanza il processo, celebrato con il rito abbreviato, venne rinviato a ieri a causa delle condizioni di salute  di Salvatore Buffone.
OMICIDIO AVATO, SI CHIUDE IL PROCESSO
Infatti lo scorso 3 novembre l’avvocato Chiara Penna, difensore del Buffone,  depositò una motivata istanza di rinvio per legittimo impedimento a comparire in aula da parte del proprio assistito, il quale era affetto da uno stato febbrile per come certificato da parte dei medici del carcere ove è detenuto. Si chiude così il processo di primo grado nei confronti di coloro che, secondo la procura di Castrovillari, sono coloro che hanno ideato ed eseguito questo efferato omicidio avvenuto poco più di un anno fa nel tranquillissimo paesino di San Cosmo Albanese. Secondo la ricostruzione della magistratura inquirente, Cristian Dulan si è sempre dichiarato l’esecutore materiale dell’omicidio che gli era stato ordinato dal Buffone e che lui doveva compiere prima del 17 novembre data fissata per la prima udienza della causa di separazione tra i coniugi Avato, dietro un compenso di 600 euro.
OMICIDIO AVATO, PRIVILEGIATA LA PISTA DEI DISSIDI FAMILIARI
Le indagini che vennero condotte all’epoca dei fatti dai carabinieri della Compagnia di Corigliano diretti dal capitano, Francesco Barone, ebbero la svolta la mattina di domenica 27 dicembre, allorquando in un’abitazione di località San Nico di Corigliano, i militari dell’arma trovarono Dulan, ma soprattutto l’arma del delitto. E fu proprio in quella circostanza che il rumeno racconto al sostituto Anastasia tutte le fasi che precedettero l’omicidio, ma soprattutto il presunto movente che portò Salvatore Buffone ad ordinare l’uccisione del cognato. Ricordiamo che Carmine Avato venne ucciso a colpi di pistola proprio nei pressi della propria abitazione di San Cosmo Albanese. Va detto che sin da subito gli inquirenti privilegiarono la pista di dissidi familiari, tenuto conto che nel passato del muratore non venne ritrovato alcun elemento che potesse far pensare, anche lentamente, ad un omicidio maturato nell’ambito della criminalità organizzata. Ed infatti con il passare dei giorni i carabinieri riuscirono a ricostruire il puzzle per poi giungere all’atto finale negli ultimi giorni del 2015. Fonte: La Provincia di Cosenza
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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