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Longobucco, interrogazione parlamentare sul cogeneratore a biomassa

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Presentata  nei giorni scorsi al presidente del Consiglio e ai ministri dell’Ambiente e della Ricerca dall'On. Dalila Nesci un'interrogazione parlamentare sulla questione Cogeneratore a Biomassa, opera in costruzione a Longobucco. Di seguito si riporta il testo completo dell'interrogazione: Al presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Premesso che: con delibera di giunta n. 46 del 30 maggio 2012, il Comune di Longobucco (Cosenza) approvò il progetto esecutivo dei lavori di un cogeneratore a biomassa solida per gli edifici adibiti ad attività didattico-culturale; la gara di aggiudicazione si svolse il 5 luglio 2012; con comunicazione del 23 ottobre 2012 (ricevuta dal Comune di Longobucco con protocollo n. 6669 del 29 ottobre 2012), il primo appaltatore, la ditta De Masi srl con sede legale a Napoli, rinunciò all'esecuzione delle opere; con determinazione n. 157 del 16 aprile 2013, il Comune di Longobucco procedette a nuova aggiudicazione dei lavori per la realizzazione del suddetto impianto, mediante lo scorrimento della graduatoria sino all'affidamento alla ditta FFC di Reggio Calabria; nei documenti del progetto, precisamente nella tavola N. IV, «Relazione Paesaggistica-Ambientale», è scritto a pag. 32 che «non si ravvisano per l'area in esame particolari problematiche di impatto connesse alle caratteristiche geologiche e litologiche dell'area che risulta lontana dalle aree a rischio frana», mentre il sito prescelto risulta, secondo la «Carta inventario delle frane e delle relative aree a rischio dell'Autorità di Bacino Regione Calabria», intercluso fra zone a rischio frana R2 ed R4; vi è un'area vicina, denominata "Santa Croce", già interessata da movimenti franosi e da cedimenti strutturali, avvallamenti e rottura della sede stradale in diversi punti della statale 177; risulta che il CNR abbia posizionato, nei pressi dell'area interessata dai lavori, una serie di apparecchiature di monitoraggio dei fenomeni franosi; nella zona prescelta per la realizzazione dell'impianto a biomassa, esiste un muro di contenimento palesemente degradato, tra l'altro segnalato dal consigliere comunale Eugenio Celestino, capogruppo, con lettera del 22 ottobre 2013 indirizzata all'ufficio tecnico del Comune di Longobucco, al comandante dei carabinieri della stazione locale, al prefetto di Cosenza e all'appaltatore; sul piano urbanistico, nel progetto di cui si tratta l'area interessata dai lavori risulta classificata a volte come «agricola», altre come area V (Verde valore Ambientale) ed altre ancora come zona in disuso e isolata dal centro abitato, pur trovandosi nelle immediate adiacenze un campetto sportivo, numerose abitazioni civili e scuole; nelle comunicazione al Comune di Longobucco del 23 ottobre 2012 della Ditta De Masi, è scritto, a motivare la rinuncia all'esecuzione delle opere, di «carenze progettuali tali da compromettere la validità dell'intero progetto»; il sindaco di Longobucco Luigi Stasi, rispondendo con lettera (protocollo n. 2573) del 7 maggio 2013 - per conoscenza trasmessa al prefetto di Cosenza - a un'interrogazione del consigliere di opposizione Eugenio Celestino, scrisse di refusi progettuali «ininfluenti ai fini della realizzazione del progetto»: se siano a conoscenza di quanto qui esposto; quali garanzie, nell'ambito delle rispettive competenze, possono fornire sugli aspetti relativi alla sicurezza - sia del progetto che dell'esecuzione - del cogeneratore a biomassa solida a Longobucco, anche sulla scorta della sua ubicazione e in ragione di perplessità originabili dalle «carenze» riferite in premessa.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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