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La Calabria è diventata zona rossa ma non è a rischio

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Secondo le indiscrezioni pubblicate dai quotidiano nazionali, la Calabria è una delle tre regioni – assieme a Lombardia e Piemonte – destinate al cosiddetto lockdown “soft” per tenere a freno le situazioni critiche legate all’aumento dei contagi da Coronavirus. Per la Calabria i numeri preoccupanti non sono quelli dei nuovi positivi segnalati quotidianamente dal bollettino regionale. I problemi sono strutturali, legati alle condizioni precarie del sistema sanitario. Il Comitato tecnico scientifico si occuperà di illustrarle nel dettaglio al governo e alla Regione. Intanto, secondo uno studio pubblicato dal sito Quotidiano sanità, il problema non sembrerebbe essere la disponibilità di posti nelle Terapie intensive. I dati analizzati dal portale arrivano direttamente da Agenas e sono aggiornati allo scorso 2 novembre. Secondo questa elaborazione, la Calabria non è una delle otto regioni che a quella data presentavano un’occupazione dei posti letto di terapia intensiva da parte di pazienti Covid oltre la soglia critica del 30% definita dal Ministero della Salute. Le regioni a rischio sono Campania, Lombardia, Marche, Piemonte, Pa Bolzano, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta. Secondo il report sono, inoltre, sei (Liguria, Lombardia, Piemonte, Pa Bolzano, Umbria e Valle d’Aosta) le Regioni e Pa che presentavano un’occupazione dei posti letto di Area non critica (’area medica di malattie infettive, medicina generale e pneumologia) da parte di pazienti Covid oltre la soglia critica del 40%. La Calabria non mostrerebbe situazioni di criticità né per le Terapie intensive né per l’Area non critica, come emerge dalla tabella (22% dei posti di Terapia intensiva occupati e 20% per i posti di Area non critica). Eppure la “zona rossa” è dietro l’angolo.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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