22 ore fa:Acqua agli agricoltori, il Consorzio rompe il silenzio: «Due pompe ko». Ora arrivano lavori e nuova pompa
5 ore fa:Tragedia a Vibo Marina, muore Domenico Campana: il 30enne era di Mirto Crosia
5 ore fa:La Palinuro davanti a Trebisacce per il centenario di San Rocco
23 ore fa:Rossano-Cariati, parte il cammino verso la Visita Pastorale: «Una Chiesa di volti, relazioni e storie»
23 ore fa:Castrovillari, bagni pubblici nel mirino dei vandali. Civicamente: «Così non si può andare avanti»
21 ore fa:Castrovillari, Comune e Fondazione antiusura insieme: un argine a debiti e fragilità economiche
22 ore fa:Morti sul lavoro, l’allarme UIL: «In Calabria più di una vittima ogni 15 giorni. E la prevenzione resta ferma»
4 ore fa:Poste, per Castrovillari il dado è tratto: dal 1° ottobre sparisce la Direzione di Filiale
20 ore fa:TaranTarsia diventa maggiorenne e invade il borgo: tre giorni tra radici, diritti e musiche dal mondo
6 ore fa:Emodinamica, Stasi torna all’attacco: «Prima era “Sì”, ora è “No”. L’itinerante non cancella lo scippo»

PNRR e Comune unico: Corigliano-Rossano guida il territorio o resta sola?

1 minuti di lettura

L’analisi fatta nei giorni scorsi da Eco dello Jonio sullo sviluppo dei progetti inseriti nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (rileggi qui l'articolo) rilancia la necessità di un riordino del territorio regionale secondo Aree Vaste omogenee dove è agevole concentrare e formare competenze, al servizio del territorio circoscritto in quelle Aree, e capaci di gestire in modo efficiente le risorse, non solo quelle proprie che sono quasi zero, ma quelle del PNRR ,che stanno per finire, e quelle della programmazione comunitaria.

Il comune unico Corigliano-Rossano, risultato di una scelta referendaria, quindi espressione della sovranità popolare, è un virtuoso esempio di riordino territoriale, di cui, come detto, è necessario estenderlo a tutto il territorio regionale, se si vuole avere una "governance" efficace ed efficiente del territorio stesso.

Se la guida del Comune unico avesse operato in direzione dell’Area Vasta, ovvero del riordino territoriale, come da Statuto, coinvolgendo, in condivisione, nella strategia della fusione, che è strategia di sviluppo e di crescita, tutti i comuni dell’Area del Crati e quelli dell’area del Trionto, magari facendo leva su più "capienti" Istituti Associativi, previsti dalla legge regionale, e abbandonando quello, peraltro "congelato", avviato prima della fusione, avrebbe creato un "contesto territoriale vasto" che avrebbe beneficiato dei risultati positivi, quanto a Pnrr, ottenuti dal Comune Unico. Lo stesso che, proprio perchè tale, ha goduto della possibilitaà di competenze adatte ad intercettare i finanziamenti e a affiancarli ai relativi progetti.

Il Comune unico, dunque, come guida condivisa con una "centrale di competenze" a sostegno della quasi totale "Area Vasta" del Nord Est.

Ho creduto e credo nella capacità innovativa e propulsiva del Comune Unico perchè fondato sulla sovranità popolare e su una strategia che, se attuata pienamente, porta alla necessità strutturale di una "governance" del territorio, oltre i suoi stessi confini, per guidare e gestire lo sviluppo, la crescita ed un welfare non solo assistenziale.

Domenico Campana
Autore: Domenico Campana

Laureato in Pedagogia all’Università “La Sapienza” di Roma, è scrittore (autore di numerose pubblicazioni) e giornalista professionista dal 1976. È stato capo servizio politico al ''Secolo d'Italia''; collaboratore della rivista ''Media Duemila''; poi la lunga parentesi di 25 anni all’Agenzia ANSA. Nel 2010 diventa consulente-collaboratore ANSA all'ufficio stampa della Farnesina componente del comitato di redazione del portale (www.esteri.it), mentre dal 2014 al 2019 è stato consigliere del Corecom Lazio.