PNRR e Comune unico: Corigliano-Rossano guida il territorio o resta sola?
Il riordino territoriale è la chiave per trasformare le competenze amministrative in sviluppo reale nel nord-est della Calabria
L’analisi fatta nei giorni scorsi da Eco dello Jonio sullo sviluppo dei progetti inseriti nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (rileggi qui l'articolo) rilancia la necessità di un riordino del territorio regionale secondo Aree Vaste omogenee dove è agevole concentrare e formare competenze, al servizio del territorio circoscritto in quelle Aree, e capaci di gestire in modo efficiente le risorse, non solo quelle proprie che sono quasi zero, ma quelle del PNRR ,che stanno per finire, e quelle della programmazione comunitaria.
Il comune unico Corigliano-Rossano, risultato di una scelta referendaria, quindi espressione della sovranità popolare, è un virtuoso esempio di riordino territoriale, di cui, come detto, è necessario estenderlo a tutto il territorio regionale, se si vuole avere una "governance" efficace ed efficiente del territorio stesso.
Se la guida del Comune unico avesse operato in direzione dell’Area Vasta, ovvero del riordino territoriale, come da Statuto, coinvolgendo, in condivisione, nella strategia della fusione, che è strategia di sviluppo e di crescita, tutti i comuni dell’Area del Crati e quelli dell’area del Trionto, magari facendo leva su più "capienti" Istituti Associativi, previsti dalla legge regionale, e abbandonando quello, peraltro "congelato", avviato prima della fusione, avrebbe creato un "contesto territoriale vasto" che avrebbe beneficiato dei risultati positivi, quanto a Pnrr, ottenuti dal Comune Unico. Lo stesso che, proprio perchè tale, ha goduto della possibilitaà di competenze adatte ad intercettare i finanziamenti e a affiancarli ai relativi progetti.
Il Comune unico, dunque, come guida condivisa con una "centrale di competenze" a sostegno della quasi totale "Area Vasta" del Nord Est.
Ho creduto e credo nella capacità innovativa e propulsiva del Comune Unico perchè fondato sulla sovranità popolare e su una strategia che, se attuata pienamente, porta alla necessità strutturale di una "governance" del territorio, oltre i suoi stessi confini, per guidare e gestire lo sviluppo, la crescita ed un welfare non solo assistenziale.