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«Ovvio: vincerà Macron. Perchè era già tutto previsto, come cantava Cocciante»

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Ovvio: vincerà Macron.

Perchè era già tutto previsto, come cantava Cocciante.

Vincerà Macron perché, fin quando esisterà solo il polo occidentale, quello, è noto, dominato politicamente e culturalmente dagli Stati Uniti,  esisterà, oramai, solo il Pensiero Unico. Un pensiero che a malapena tollera partiti che si dicono di destra e che non potranno mai vincere libere elezioni, non perchè non ne siano in grado ma perchè il mondo del Pensiero Unico non prevede nulla che non sia referenziale ad esso.

O così o pomì. Come diceva un messaggio promozionale qualche anno addietro.

Vivere nel mondo del Pensiero Unico vuol dire rispettarne necessariamente i dettami. Se la pensi diversamente è come se gli umani volessero vivere sottacqua e i pesci fuori dall'acqua.

La destra in Occidente, appunto, è come i pesci fuor d'acqua o gli umani sott'acqua.

Non può vivere. E, in Occidente sta esalando i suoi ultimi sospiri.

Ecco perchè vincerà Macron e Le Pen sarà sconfitta per la quarta, forse quinta, volta. Non si ricorda nemmeno più, ormai. Una Le Pen che come un disco rotto ripete da almeno venticinque anni i suoi slogan senza riuscire mai a scaldare gli animi dei Francesi.

E, mutando poco, pochissimo, al di qua delle Alpi stesso destino spetta alla Meloni.

Entrambe, in questo Occidente non hanno senso di esistere. Perché entrambe propongono valori che l'Occidente ha ormai cancellato. Com’è stato per Trump. Il tycoon statunitensi, si ricorderà, vinse contro l’universo dem ma per quattro anni subì offese e ostacoli come mai nessuno nella storia contemporanea. Se non forse, anzi, certamente, Berlusconi, guarda caso grande amici di Putin, che, negli ultimi anni, avvedutamente, per rimanere in pista, ha nettamente spostato il suo timone verso un Centro con poca, pochissima, Destra.

Ed anche per un altro semplice motivo: Le Pen e Meloni sono sì scaltre politicamente ma culturalmente impreparate, prive di quell’indispensabile spessore che si chiede ad un leader, soprattutto un leader come quello francese, che per tradizione deve ricordare Napoleone. Come a suo tempo De Gaulle, come a suo tempo Mitterand. Cosa non da poco contro un Macron certamente poco simpatico, certamente privo di quell’appeal che la Sinistra di tutto il mondo gli aveva artificiosamente affibbiato, certamente proveniente da un quinquennio senza alcun successo economico e politico ma che negli occhi racconta preparazione politica e culturale che, della Le Pen, ne vuole dieci.

Senza contare, cosa non da poco, che negli ultimi mesi e durante questa campagna elettorale, ha rinunciato avvedutamente all’accompagnamento della moglie-mamma Brigitte, anche lei, cinque anni fa esaltata come protagonista di un menage  che mediaticamente “non tira” più.

Tonio De Pascali
Autore: Tonio De Pascali

è nato a Lecce dove, dopo la collaborazione con varie testate televisive regionali, ha lavorato nei quotidiani Nuovo Quotidiano di Puglia e Gazzetta del Mezzogiorno ed è stato tra i fondatori de L'Ora del Salento, il settimanale della Curia vescovile del capoluogo. Ha scritto guide turistiche di numerosi centri della Puglia. A Roma è stato componente dell'Ufficio Stampa della Regione Lazio e del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Attualmente lavora presso il mensile Il Borghese, a Roma, ed ha scritto la biografia ufficiale di Giorgio Almirante, "La mia vita con Giorgio - donna Assunta racconta" - Casa editrice Pagine. Con Filippo de Jorio ha scritto "L'albero delle mele marcie" (storia della Prima Repubblica) e "Identikit di un omicidio" (storia e misteri del rapimento Moro).. E' in preparazione un saggio sulla seconda guerra mondiale. Si interessa di politica, esoterismo, storia dei Normanni, classici latini