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Enza Bruno Bossio: "Il ricorso alla fiducia è uno strappo istituzionale inutile"

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di ENZA BRUNO BOSSIO* Votare contro la fiducia posta dal governo sulla legge elettorale è per me una scelta difficile ma assolutamente inevitabile. Ovviamente non è un voto contro il governo. Voglio ricordare che io e gli altri parlamentari che oggi abbiamo assunto questa posizione siamo stati i primi a volere che questo governo vedesse la luce. Si tratta, dunque, di un voto dettato dall’impossibilità di poter svolgere in pieno la nostra funzione parlamentare. Il ricorso alla questione di fiducia è uno strappo istituzionale gratuito e inutile perché solo pochi istanti prima noi stessi - tutto il PD - avevamo votato compattamente contro le pregiudiziali di costituzionalità poste dall’opposizione. Uno strappo ingiustificabile su una legge che, voglio ricordarlo, più di ogni altra ha un carattere eminentemente parlamentare e il ruolo del governo non solo è politicamente inopportuno ma anche istituzionalmente improprio. Non è un caso, infatti, che negli ordinamenti di alcuni grandi paesi democratici le leggi elettorali sono addirittura di rango costituzionale. Lo stesso Italicum, d’altronde, è una legge essenzialmente costituzionale, perché strettamente legata alla riforma costituzionale del Senato. Credo che, comunque vada, oggi sia a rischio tutto l’impianto delle riforme per le quali, come più volte dichiarato dallo stesso Presidente del Consiglio, si era praticata la scelta della ricerca del più ampio consenso possibile tra le forze parlamentari, fino alla stipula del molto discutibile patto del Nazareno. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’Italicum sarà approvato con i soli voti della maggioranza di governo e con un ampio dissenso proprio nel partito del Presidente del Consiglio. Sarebbe stato invece assai più semplice e agevole approvare alcune modifiche tali da migliorare la legge riducendo il peso dei “parlamentari nominati” e introducendo la possibilità di apparen-tamento al secondo turno. Per questi motivi tutta l’area riformista è contraria al voto di fiducia anche se esprimerà il suo dissenso in forme diverse. Insomma, con il ricorso alla fiducia si è consumata una brutta pagina per la storia di questo Parlamento e di questo PD. La scelta di Roberto Speranza, in qualche modo, ben la rappresenta. Abbiamo avuto come ca-pogruppo un giovane che caratterialmente non è incline al conflitto. È politicamente accorto, saggio. Se Roberto Speranza ha avvertito la necessità di lasciare la presidenza del gruppo e non votare la fiducia, credo che la maggioranza del Pd dovrebbe chiedersi perché tutto ciò è avvenuto. E dovrebbe farlo per primo il segretario del partito. *Deputato Partito Democratico
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.