Premi “Giorgio Leone”, a Corigliano-Rossano memoria e visione si incontrano in Open Lab Patir
Da Santo Lucà a Brunori Sas, da Franco Cambi a Gianluigi Greco: un palmarès d’eccellenza per l’iniziativa promossa da Rossano Purpurea e Comune
CORIGLIANO-ROSSANO - Custodire la memoria per sfidare il futuro. È questo il cuore dei Premi “Giorgio Leone”, protagonisti di Open Lab Patir Scriptoria, l’iniziativa promossa da Rossano Purpurea, presieduta da Alessandra Mazzei, e dal Comune di Corigliano-Rossano nella Sala delle adunanze consiliari di piazza Santi Anargiri.
Un appuntamento che mette insieme cultura, ricerca, arte, educazione, musica e impegno civile, nel nome di una figura che continua a rappresentare un riferimento alto per la memoria storica e identitaria del territorio: Giorgio Leone. Non una semplice cerimonia di riconoscimento, ma un momento pensato per legare radici e futuro, patrimonio e responsabilità, studio e comunità.
Il premio, realizzato dall’artista Pino Savoia, è stato assegnato a personalità che, in ambiti diversi, hanno saputo costruire percorsi riconoscibili e lasciare un segno nella cultura contemporanea.
Per la sezione Patrimonio, i riconoscimenti sono andati al professor Santo Lucà, eminente paleografo e bizantinista, al professor Franco Cambi, autorevole figura della pedagogia generale e della storia dell’educazione in Italia, e al cantautore Dario Brunori, in arte Brunori Sas, voce tra le più lucide e sensibili della canzone d’autore italiana, capace di raccontare con profondità le “myricae” del nostro tempo.
La sezione Visioni ha invece acceso i riflettori sul professor Gianluigi Greco, Magnifico Rettore dell’Università della Calabria da ottobre 2025, e su Eleonora Ivone, figura poliedrica del panorama artistico italiano. Due profili diversi, accomunati dalla capacità di leggere il presente e immaginare traiettorie nuove tra ricerca, arte, formazione e innovazione culturale.
A chiudere il palmarès la sezione Comunità, con il riconoscimento alla professoressa Loredana Giannicola, premiata per il suo costante impegno civile sul territorio calabrese.
Open Lab Patir nella quinda edizione Scriptoria si conferma così come uno spazio di incontro tra saperi e generazioni. Il titolo stesso richiama il rapporto con la grande tradizione monastica, libraria e culturale del Patir, ma lo proietta dentro una dimensione contemporanea: non conservare la memoria come reliquia, ma trasformarla in laboratorio vivo, capace di produrre consapevolezza, visione e appartenenza.
Il Premio “Giorgio Leone” si conferma, in questa prospettiva, un gesto culturale e civile. Riconosce il valore di chi studia, crea, educa, racconta, innova e costruisce comunità. Ma soprattutto ricorda che un territorio cresce davvero quando riesce a tenere insieme la profondità delle proprie radici e il coraggio di guardare avanti.