Spezzano Albanese, Rifondazione Comunista: «Sull’acqua non potabile servono verità, trasparenza e responsabilità»
Il Circolo interviene dopo il secondo episodio in pochi mesi: «I cittadini hanno diritto a conoscere le cause dell’emergenza e a ricevere un servizio sicuro per il quale continuano a pagare»
SPEZZANO ALBANESE - Il Circolo di Rifondazione Comunista interviene con una nota sulla nuova emergenza legata alla non potabilità dell’acqua che ha colpito Spezzano Albanese, la seconda nel giro di pochi mesi. Una situazione che il partito definisce «gravissima» e che, a suo avviso, non può essere liquidata con la sola emissione di un’ordinanza.
«La domanda che ogni cittadino si pone è semplice: perché è successo ancora? E soprattutto: cosa si sta facendo perché non accada più?», si legge nella nota, con cui il Circolo chiede all’Amministrazione comunale di fornire risposte «chiare, complete e trasparenti».
Secondo Rifondazione Comunista, la cittadinanza continua a ricevere informazioni insufficienti, alimentando incertezza e preoccupazione. «La trasparenza non è una cortesia che l’Amministrazione concede, ma un preciso dovere verso la comunità, previsto dalla legge», afferma il partito.
Nel documento viene inoltre evidenziato come i cittadini continuino a sostenere i costi del servizio idrico pur in presenza di un’acqua dichiarata non potabile. Una circostanza che, secondo il Circolo, richiede chiarimenti e un’assunzione di responsabilità rispetto ai disagi e alle conseguenze che ricadono quotidianamente sulle famiglie.
Per questo Rifondazione Comunista chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto, con la pubblicazione di tutti gli atti, delle analisi e delle relazioni tecniche, oltre a un’informazione costante sull’evoluzione della vicenda.
«L’acqua è un bene comune, non una merce», ribadisce il Circolo, che sollecita controlli rigorosi, investimenti sulla rete idrica e il pieno rispetto del diritto dei cittadini ad avere un servizio sicuro ed efficiente.
«Su una questione che riguarda la salute pubblica non servono propaganda e silenzi. Servono verità, responsabilità e rispetto per una comunità che ha il diritto di sapere e il diritto di ricevere il servizio per il quale continua a pagare», conclude la nota.
«Difendere l’acqua significa difendere un diritto fondamentale. Difendere la trasparenza significa difendere la democrazia. Su questo non faremo mai un passo indietro», conclude Rifondazione Comunista.