Corigliano-Rossano, Base Popolare riparte da Carlo Di Noia: prove di riorganizzazione al centro
La nomina arriva da Giuseppe De Mita e Vincenzo Arnone. Obiettivo: costruire una rete territoriale cattolico-popolare, aperta al mondo civico, liberale e riformatore
CORIGLIANO-ROSSANO - In città la politica torna a riorganizzarsi al centro. È l’ennesimo tentativo di ricompattare quella base popolare e moderata che, soprattutto in Calabria e nel Mezzogiorno, ha spesso rappresentato il baricentro reale delle scelte politiche, al di là delle fiammate estreme e delle reazioni al malessere diffuso.
Dentro questo quadro si inserisce la nomina di Carlo Di Noia a coordinatore cittadino di Base Popolare per Corigliano-Rossano. L’incarico è stato formalizzato dal coordinatore nazionale, l’onorevole Giuseppe De Mita, e dal coordinatore regionale Calabria, Vincenzo Arnone, nell’ambito della fase organizzativa avviata dal movimento sul territorio.
Nella lettera di nomina si richiama la linea politica indicata dall’Assemblea nazionale e la necessità di avviare rapidamente iniziative territoriali, con l’obiettivo di radicare Base Popolare attraverso due direttrici: l’allargamento delle iscrizioni e dei patti federativi con movimenti civici locali, da un lato; la ricerca di rapporti con altri soggetti politici, soprattutto di dimensione nazionale, interregionale o regionale, dall’altro.
La prospettiva dichiarata è quella della nascita di «una sorta di federazione dei movimenti popolari» orientata al superamento dell’attuale bipolarismo. Una formula che prova a intercettare uno spazio politico oggi frammentato, tra cultura cattolica, tradizione amministrativa, civismo territoriale e area moderata.
Di Noia, nel suo primo intervento da coordinatore cittadino, ringrazia De Mita e Arnone e colloca il mandato dentro «un percorso tracciato nelle settimane trascorse», fondato sulla condivisione di ideali, valori ed esperienze comuni. Il nuovo coordinatore parla di un progetto ispirato alla tradizione cattolica e popolare, ma «aperto all’innovazione di metodo e di dialogo», con attenzione al mondo liberale e riformatore e ai territori.
Il punto politico è proprio questo: riportare il territorio dentro un contenitore capace di parlare non solo ai partiti, ma anche ad associazioni, imprese, realtà civiche e volontariato. Di Noia richiama infatti la necessità di costruire una comunità politica attraverso il confronto con i cittadini e l’ascolto delle energie sociali che spesso restano ai margini dei processi decisionali.
«Forte è la richiesta di Politica da parte dei cittadini – scrive Di Noia – che possa ridare voce e spazio alle energie sane della società, in molti casi inespresse e non valorizzate». Un passaggio che prova a leggere anche la complessità di Corigliano-Rossano, definita territorio «ricco di contraddizioni», con grandi potenzialità ma anche con numerose criticità, bisognoso di maggiore attenzione, programmazione e coinvolgimento attivo dei cittadini.
La nascita del coordinamento cittadino di Base Popolare, quindi, non è soltanto un atto organizzativo. È anche un segnale politico dentro una città che continua a cercare assetti, rappresentanza e luoghi di sintesi dopo anni di polarizzazioni, personalismi e appartenenze fluide.
Resta da capire se questo nuovo cantiere popolare riuscirà a trasformare il richiamo al centro in proposta politica concreta. Perché a queste latitudini gli estremismi possono anche accendere il consenso, soprattutto quando interpretano rabbia e disagio. Ma l’animo politico profondo del territorio resta spesso popolare, amministrativo, moderato. E proprio lì Base Popolare prova ora a riaprire una partita.