Calopezzati, il sindaco respinge le accuse sulla spiaggia: «Sull’arenile solo atti e fatti, non propaganda»
Antonello Edoardo Giudiceandrea replica al circolo Tatarella di Fratelli d’Italia. Al centro dello scontro politico ci sono l’uso dei mezzi meccanici, i vincoli ambientali e la gestione dell’area costiera dopo le mareggiate invernali
CALOPEZZATI - A Calopezzati la pulizia della spiaggia diventa terreno di scontro politico e amministrativo. Dopo le critiche mosse nei giorni scorsi dal circolo Tatarella di Fratelli d’Italia, il sindaco Antonello Edoardo Giudiceandrea interviene con una lunga nota per respingere le accuse e rivendicare la correttezza dell’operato del Comune sull’intervento di sistemazione dell’arenile.
Il punto più contestato riguarda l’utilizzo di mezzi meccanici lungo la costa e il presunto coinvolgimento di aree sottoposte a tutela ambientale. Una ricostruzione che il primo cittadino definisce scorretta, richiamando gli atti amministrativi adottati dall’ente. Secondo quanto sostiene il sindaco, la determinazione dirigenziale n. 75 del 29 maggio 2026 affida alla ditta Versaci Giuseppe la pulizia meccanica del tratto di arenile compreso tra il torrente Fiumarella e il torrente Calamitti, specificando però l’esclusione della Zps, la Zona di Protezione Speciale.
Per Giudiceandrea, dunque, il comunicato di FdI confonderebbe piani diversi, mettendo sullo stesso livello Sic e Zps, che invece – sottolinea il sindaco – rispondono a regimi di tutela differenti. Una distinzione che, nelle parole del primo cittadino, non sarebbe affatto secondaria, perché tocca il cuore della legittimità dell’intervento.
Il sindaco collega inoltre la scelta della pulizia meccanica a una condizione straordinaria del litorale, segnata dalle violente mareggiate dei mesi tra gennaio e marzo. Sulla spiaggia, sostiene il Comune, sarebbero finiti materiali e detriti impossibili da rimuovere manualmente: muri in calcestruzzo, alberi ad alto fusto e interi canneti trascinati dai torrenti. Da qui la decisione di ricorrere ai mezzi, non come scelta politica o “conversione elettorale”, ma come risposta tecnica a un’emergenza concreta.
Nella ricostruzione dell’amministrazione, però, l’intervento meccanico non esaurisce il lavoro svolto. Giudiceandrea richiama infatti anche la determinazione dirigenziale n. 77, con cui sarebbe stata disposta la rimozione manuale dei rifiuti di origine antropica trasportabili a mano – plastica, bottiglie, pneumatici ed elettrodomestici – su tutto il litorale, Zps compresa. Un passaggio che il sindaco evidenzia per sostenere che l’azione del Comune sia stata articolata e rispettosa delle diverse caratteristiche ambientali delle aree interessate.
Ma la replica del primo cittadino non resta confinata sul piano tecnico. La nota entra anche nel merito dello scontro politico, accusando il circolo Tatarella e l’area che fa riferimento all’opposizione di alimentare una polemica in chiave elettorale. Giudiceandrea collega infatti la diffusione del comunicato e il rilancio delle critiche alla campagna in vista delle prossime elezioni comunali, sostenendo che l’intensità degli attacchi alla giunta sarebbe cresciuta parallelamente all’avvicinarsi della candidatura a sindaco dell’area avversaria.
Il passaggio più duro riguarda proprio la richiesta, rivolta a un candidato del fronte opposto, di chiarire pubblicamente una vicenda del passato legata – secondo quanto scrive il sindaco – a un presunto episodio di smaltimento irregolare di rifiuti durante una precedente esperienza amministrativa con delega all’ambiente. Su questo punto, tuttavia, si tratta di un’affermazione politica contenuta nella nota del sindaco e che, allo stato, non viene accompagnata nel comunicato da elementi ulteriori o riferimenti a eventuali esiti formali della vicenda.
Il dato politico, al di là dei toni, è che a Calopezzati la questione della spiaggia è ormai diventata un fronte simbolico di una contesa più ampia: da un lato la gestione amministrativa del territorio, dall’altro il clima da pre-campagna elettorale che sta già irrigidendo i rapporti tra maggioranza e opposizione. In mezzo resta l’arenile, con i suoi problemi concreti, i vincoli ambientali, i danni del maltempo e una comunità che chiede soprattutto una cosa: chiarezza, tempi certi e una spiaggia pulita senza trasformare ogni intervento in una guerra di comunicati.