Made in Italy al femminile, Pina Amarelli tra le cento imprenditrici simbolo dell’eccellenza italiana
L’imprenditrice calabrese protagonista della mostra itinerante del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, conclusasi a Napoli
CORIGLIANO-ROSSANO- C’è anche Pina Amarelli tra le protagoniste della mostra itinerante “Made in Italy. Impresa al femminile”, il progetto promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) per valorizzare le storie di oltre cento donne che hanno contribuito a costruire l’identità produttiva del Paese. L’ultima tappa dell’esposizione si è svolta a Napoli, dove è stato celebrato il ruolo dell’imprenditoria femminile come motore di sviluppo economico, sociale e culturale.
L’evento conclusivo ha avuto luogo nello storico Real Albergo dei Poveri, sede del forum degli Stati Generali delle Donne e della presentazione del report dedicato a economia, sviluppo sostenibile, equità e territori. L’iniziativa è stata realizzata dal MIMIT in collaborazione con la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro e la Fondazione Marisa Bellisario, con il supporto tecnico di Invitalia nell’ambito del programma Imprenditoria Femminile finanziato dal PNRR e dal Next Generation EU.
Tra le cento storie raccontate dalla mostra trova spazio quella di Pina Mengano Amarelli, conosciuta come “Lady Liquirizia”, Cavaliere del Lavoro da vent’anni e insignita della Mela d’Oro della Fondazione Marisa Bellisario venticinque anni fa. Attraverso fotografie, oggetti storici, filmati e testimonianze, il percorso espositivo ripercorre la vicenda di un’impresa che ha saputo trasformare la liquirizia calabrese in un simbolo riconosciuto del Made in Italy nel mondo, valorizzando il territorio e la cultura d’impresa della Calabria.
Nel corso della manifestazione, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sottolineato come l’imprenditoria femminile rappresenti oggi uno dei pilastri dell’economia italiana e meriti di essere ulteriormente sostenuta. Un principio che, secondo gli organizzatori, trova piena espressione nella storia dell’azienda Amarelli, dove innovazione, ricerca, attenzione alle persone e responsabilità sociale si affiancano alla tradizione produttiva.
L’impegno di Pina Amarelli, infatti, va oltre l’attività imprenditoriale. Negli anni il suo nome è stato legato a numerose iniziative in ambito educativo, culturale e sanitario, con particolare attenzione ai progetti rivolti all’infanzia e alle persone più fragili, nella convinzione che un’impresa debba contribuire concretamente alla crescita della comunità in cui opera.
Il riconoscimento del MIMIT celebra anche una storia aziendale che affonda le proprie radici nel 1731 e che continua a raccontare l’identità del Paese attraverso il lavoro, la cultura e l’innovazione. Dalla Fabbrica della Liquirizia al Museo Giorgio Amarelli, passando per l’Archivio Storico di Famiglia e i Marcatori Identitari Distintivi della Calabria dedicati alla Liquirizia di Calabria e al Concio, l’azienda rappresenta un esempio di come una tradizione locale possa trasformarsi in un patrimonio di valore internazionale.
Alla tappa conclusiva di Napoli hanno partecipato, tra gli altri, Maria Lippiello, coordinatrice della Regione Campania per gli Stati Generali delle Donne, Laura Valente della Casa del Made in Italy di Napoli e Mirella Ferlazzo, componente del Comitato Scientifico degli Stati Generali delle Donne, confermando il ruolo dell’imprenditoria femminile come modello di sviluppo fondato su competenza, innovazione e responsabilità.