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Corigliano-Rossano capitale italiana dell’olio (ma chi lo sa?)

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CORIGLIANO-ROSSANO - Come una riserva indiana. Per tre giorni Corigliano-Rossano sarà il centro nazionale del dibattito sull’olivicoltura italiana. Dal 10 al 12 luglio la città ospiterà la prima Convention nazionale delle Città dell’Olio, dal titolo “L’Olivo che unisce l’Italia. Comunità dell’Olio, Comunità di Valori”.

Un appuntamento importante, strategico, che mette al centro temi cruciali come olivicoltura, paesaggio, biodiversità, lavoro e sviluppo delle aree interne. Eppure, paradossalmente, proprio qui – nel territorio che dovrebbe esserne protagonista – di questo evento si sa poco o nulla.

La presentazione ufficiale si è svolta alla Cittadella regionale di Catanzaro, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, del direttore generale dell’Associazione nazionale Città dell’Olio Antonio Balenzano, del direttore generale del Dipartimento Agricoltura Giuseppe Iiritano e del sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi.

Una scelta legittima, per carità: Catanzaro è sede istituzionale della Regione. Ma la domanda resta: perché un evento nazionale che si tiene a Corigliano-Rossano non viene raccontato, promosso e condiviso prima di tutto qui, tra la gente, tra gli operatori, tra le comunità che dovrebbero viverlo e beneficiarne?

Il rischio è quello di costruire grandi eventi “calati dall’alto”, che parlano di territori senza riuscire davvero a coinvolgerli. E non è un caso isolato. Domani, ad esempio, il Vinitaly and the City di Sibari verrà presentato addirittura a Roma, alla Camera dei Deputati. Anche in quel caso, lontano da chi dovrebbe essere il primo destinatario dell’iniziativa.

Intanto, Il cuore della Convention di Città dell'Olio sarà la Carta di Calabria, documento che punta a definire principi e impegni per le future Comunità dell’Olio. Un progetto ambizioso, che parla di rete, partecipazione, sviluppo condiviso. Ma può davvero nascere una comunità se la comunicazione resta distante, se il territorio non viene coinvolto fin dall’inizio?

L’olivicoltura viene giustamente raccontata come patrimonio identitario, ambientale e sociale. Ma l’identità non si costruisce nelle conferenze stampa lontane, bensì nei luoghi, nelle piazze, nei frantoi, nelle aziende, tra le persone.

Le istituzioni parlano di visione, di futuro, di valorizzazione. Parole importanti, che però rischiano di restare vuote se non accompagnate da una strategia di comunicazione e coinvolgimento realmente radicata nei territori.

Corigliano-Rossano sarà davvero capitale dell’olio per tre giorni. Ma perché questo titolo abbia senso, serve che la città lo sappia, lo senta, lo viva. Altrimenti resterà l’ennesimo evento importante… di cui qui, a queste latitudini, non si accorge nessuno.

Ecco perché qui, a queste latitudini, in questa landa desolata abbiamo necessità di cambiare, anzi, ribaltare la narrazione. Perché le cose non si ottengono, si conquistano. E non possiamo aspettare che lo facciano gli altri per noi. Dobbiamo farlo noi. Ora, adesso. O mai più... perché l'altra Calabria ha iniziato a correre e noi rischiamo di essere solo trascinati da un traino.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.