Sanità, Greco (UNIMPRESA): «Il taglio storico dei posti letto è la prima causa della migrazione sanitaria in Calabria»
Il presidente di UNIMPRESA Sanità commenta i dati Istat: «Dopo la chiusura di 18 ospedali la regione ha perso il 61,2% dei posti letto»
COSENZA – «Il taglio dei posti letto in Calabria rappresenta una delle principali cause della migrazione sanitaria». È quanto sostiene Giancarlo Greco, presidente di UNIMPRESA Sanità, commentando i dati illustrati dall’Istat nel corso di un’audizione alla Camera, secondo i quali la Calabria è la regione italiana che ha registrato la maggiore riduzione dei posti letto negli ultimi trent’anni, con un calo del 61,2%, anche a seguito della chiusura di 18 ospedali avvenuta nel 2010.
«I dati diffusi dalla Direzione centrale per le statistiche sociali e il welfare dell’Istat sono preoccupanti, ma purtroppo non ci sorprendono», afferma Greco. «Le scelte compiute negli anni, orientate esclusivamente alla ricerca dell’equilibrio di bilancio dopo gli errori della politica, hanno prodotto tagli indiscriminati che hanno progressivamente impoverito il sistema sanitario regionale».
Secondo il presidente di UNIMPRESA Sanità, il problema non riguarda soltanto la riduzione dei posti letto effettivamente disponibili, ma anche quelli previsti dalla rete ospedaliera e mai realmente attivati. «Molti dei posti letto esistono solo sulla carta e non sono mai entrati in funzione, aggravando ulteriormente le difficoltà di accesso alle cure», evidenzia.
Greco punta poi il dito contro la gestione commissariale della sanità calabrese, sostenendo che «i commissari che si sono succeduti, compreso il generale Cotticelli, hanno contribuito anno dopo anno a indebolire il sistema sanitario regionale». Una situazione che, secondo il presidente di UNIMPRESA Sanità, ha spinto un numero crescente di cittadini a rivolgersi alle strutture di altre regioni per ottenere cure e prestazioni sanitarie.
«È un disastro al quale bisogna porre rimedio il prima possibile», conclude Greco, chiedendo un cambio di rotta che consenta di rafforzare concretamente la sanità calabrese e di ridurre il fenomeno della migrazione sanitaria.