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Uciim Mirto-Rossano, un’esperienza associativa straordinaria all’inizio del nuovo Millennio

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CORIGLIANO-ROSSANO - All’inizio del nuovo Millennio, in una fase storica segnata da profondi mutamenti legislativi, organizzativi e culturali nel sistema scolastico italiano, nel territorio di Rossano, Mirto, Corigliano e nell’intero hinterland rossanese prendeva forma un’esperienza associativa di straordinaria vitalità. Tra il 2002 e il 2007 la Sezione di Mirto-Rossano dell’U.C.I.I.M. – Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori e Formatori – si è configurata come un presidio stabile di formazione, riflessione e proposta culturale, capace di incidere concretamente sulla qualità della scuola del territorio.

In quegli anni la scuola italiana era chiamata a confrontarsi con l’autonomia scolastica, con riforme strutturali che ridefinivano ordinamenti e curricoli, con l’introduzione sempre più incisiva delle tecnologie informatiche nella didattica e nella gestione amministrativa. In tale contesto, spesso caratterizzato da incertezze operative e da un diffuso senso di disorientamento professionale, l’esperienza associativa ha rappresentato per molti docenti un punto di riferimento qualificato, uno spazio di confronto serio e documentato, un luogo in cui le trasformazioni venivano analizzate e interpretate alla luce di una visione pedagogica e valoriale solida.

A guidare la Sezione in quel sessennio è stato Franco Emilio Carlino, nella qualità di Presidente, insieme ai Direttivi che si sono succeduti, in un lavoro collegiale contraddistinto da continuità, programmazione e senso di responsabilità. L’azione svolta non si è limitata alla semplice organizzazione di eventi, ma ha assunto il profilo di un vero e proprio progetto culturale, sostenuto da un’attenta cura della documentazione e da una costante comunicazione con i livelli regionale e nazionale dell’associazione.

Convegni su tematiche educative emergenti, seminari di aggiornamento professionale, corsi di formazione su riforme e innovazioni metodologiche, assemblee dei soci, incontri di approfondimento sui nuovi scenari delle scienze dell’educazione hanno scandito il calendario delle attività. A questi si sono affiancati momenti di formazione spirituale – ritiri in Avvento e Quaresima – visite culturali, partecipazioni a congressi regionali e nazionali, incontri conviviali che hanno rafforzato il senso di appartenenza e la qualità delle relazioni interpersonali. Si è così costruita una comunità professionale coesa, capace di sostenere i docenti non solo sul piano tecnico-didattico, ma anche umano ed etico.

Il valore di questo percorso è stato autorevolmente riconosciuto da Mons. Francesco Milito, il quale nella prefazione al volume che documenta il sessennio sottolinea come l’opera non si esaurisca in una semplice raccolta di atti, ma renda visibile «un vissuto di tempo e di lavoro, di cura e di fatica che solo ogni singolo interessato potrebbe descrivere e che va ben al di là dei riferimenti che si incontrano nel testo». Dietro la sequenza delle iniziative emerge infatti un impegno quotidiano fatto di analisi, confronto, ricerca di convergenze, capacità di rimodulare le proposte alla luce dei cambiamenti.

Ancora più incisivo è il passaggio in cui afferma che quanto documentato non costituisce «Storia di parte», ma «parte – e spesso di che parte! – della Storia della Scuola in Italia». In questa espressione si coglie la consapevolezza che l’esperienza locale della Sezione di Mirto-Rossano non sia un episodio marginale, ma un tassello significativo del contributo offerto dai cattolici alla crescita culturale e professionale del Paese. La documentazione raccolta diventa così «strumento insostituibile per eventuali futuri approfondimenti», base preziosa per chi vorrà studiare l’incidenza dell’associazionismo professionale nella scuola italiana.

Mons. Milito richiama inoltre la centralità dei soci, definendoli «la base solida dell’Associazione e la linfa della sua vita», e osserva come l’adesione a un sodalizio che si qualifica come cattolico, in un contesto non sempre favorevole, sia segno di una motivazione profonda: «una base interiore di spiritualità cristiana che permane in tanti». È un’affermazione che illumina il senso di un impegno che non cerca tornaconti, ma si radica in convinzioni etiche e spirituali capaci di tradursi in servizio concreto nella scuola.

Parole altrettanto significative sono quelle dell’allora Presidente Nazionale dell’U.C.I.I.M., Maria Teresa Sciolla, che definisce quella di Mirto-Rossano una «Sezione felice». Felice per le sue radici, per la continuità dell’impegno, per la capacità di coniugare «alto senso morale», «profondità spirituale» e «sicura competenza accompagnata dall’amore per i giovani, dal senso di responsabilità verso la Chiesa e verso il nostro Paese». In queste parole si coglie il riconoscimento di una proposta formativa completa, attenta sia alla dimensione professionale sia a quella civica.

Richiamando l’insegnamento del fondatore dell’associazione, Gesualdo Nosengo, la Presidente ricorda che «è necessario sostare all’ombra del passato per vedere la luce del futuro». L’esperienza del sessennio 2002-2007 si inserisce precisamente in questa prospettiva: fare memoria per progettare, consolidare le radici per aprirsi con maggiore consapevolezza alle sfide nuove, offrire ai giovani docenti la percezione di appartenere a una storia più ampia che continua a illuminare la scuola.

Il Presidente Nazionale Emerito, Luciano Corradini, utilizza parole di forte impatto simbolico, definendo la storia della Sezione «degna di un Oscar». Egli vi riconosce «la testimonianza della possibilità di vivere in modo creativo e tenace la propria vicenda professionale, stando uniti in una cordata che sorregge». L’immagine della cordata restituisce con efficacia la dimensione solidale e corresponsabile dell’esperienza, nella quale ciascuno contribuisce al cammino comune.

Corradini osserva inoltre che «le realizzazioni umane, piccole e grandi, non sarebbero possibili senza la pazienza, l’iniziativa, il coraggio di qualcuno, di qualche gruppo che non si muove solo sulla base degli applausi e che non resta a casa solo per paura dei fischi». È una riflessione che evidenzia la dimensione etica dell’impegno associativo, capace di perseverare anche in assenza di riconoscimenti immediati. E aggiunge che il libro che documenta il sessennio «celebra questa resistenza», una resistenza intesa non come opposizione sterile, ma come fedeltà creativa e tenace a una visione dell’educazione.

In un passaggio particolarmente significativo, Corradini sottolinea che strumenti come incontri, comunicazioni, manifesti, pubblicazioni «da soli non sarebbero nulla, se non ci fosse un’anima a dar loro vita». E quell’anima è «un’intenzione, una disposizione interiore, una decisione che vive e si rinnova nel tempo». È un’affermazione che sintetizza il senso profondo dell’esperienza maturata nel territorio di Rossano: un insieme di iniziative sostenute da una motivazione condivisa, da una visione educativa coerente, da un impegno che ha saputo rinnovarsi nel tempo.

In un’area della Calabria dove la scuola rappresenta uno dei principali presìdi di crescita culturale e civile, l’azione della Sezione ha contribuito a rafforzare il senso di corresponsabilità tra docenti, dirigenti e territorio. I percorsi formativi hanno sostenuto la qualità dell’insegnamento; il confronto associativo ha favorito la lettura critica delle riforme; la dimensione comunitaria ha consolidato relazioni professionali improntate alla collaborazione e alla fiducia.

L’esperienza 2002-2007 dimostra che un’associazione professionale, quando opera con metodo, visione e spirito di servizio, può diventare un laboratorio permanente di innovazione e di crescita. Non un ambito chiuso o autoreferenziale, ma uno spazio aperto, capace di dialogare con le istituzioni scolastiche, con la realtà ecclesiale e con la società civile.

Quel cammino intenso e articolato non è rimasto affidato soltanto alla memoria dei protagonisti. È confluito in una pubblicazione organica che ne raccoglie atti, riflessioni, documenti e testimonianze: Percorsi. Le attività della Sezione giorno dopo giorno (2002-2007). Bilancio e Cronaca di un sessennio, edita dalla Grafosud, Rossano 2007. Un volume che non rappresenta soltanto la cronaca di un periodo, ma la consegna consapevole di un patrimonio culturale e associativo alla comunità scolastica del territorio.

In quelle pagine è custodita la memoria di un’esperienza associativa straordinaria che, all’inizio del nuovo Millennio, ha saputo sostenere e valorizzare la scuola nel territorio di Rossano, offrendo un contributo concreto alla qualità dell’educazione e lasciando un segno significativo nella storia locale dell’U.C.I.I.M..

 

Franco Emilio Carlino
Autore: Franco Emilio Carlino

Nasce nel 1950 a Mandatoriccio. Storico e documentarista è componente dell’Università Popolare di Rossano, socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e socio corrispondente Accademia Cosentina. Numerosi i saggi dedicati a Mandatoriccio e a Rossano. Docente di Ed. Tecnica nella Scuola Media si impegna negli OO. CC. della Scuola ricoprendo la carica di Presidente del Distretto Scolastico n° 26 di Rossano e di componente nella Giunta Esecutiva. del Cons. Scol. Provinciale di Cosenza. Iscritto all’UCIIM svolge la funzione di Presidente della Sez. di Mirto-Rossano e di Presidente Provinciale di Cosenza, fondando le Sezioni di: Cassano, S.Marco Argentano e Lungro. Collabora con numerose testate, locali e nazionali occupandosi di temi legati alla scuola. Oggi in quiescenza coltiva la passione della ricerca storica e genealogica e si dedica allo studio delle tradizioni facendo ricorso anche alla terminologia dialettale, ulteriore fonte per la ricerca demologica e linguistica