Casa Serena, primo round alla Regione: il TAR non sospende il commissariamento
Respinta la richiesta cautelare dell’IPAB Santa Maria di Loreto contro il decreto regionale di nomina del commissario ad acta. La partita non è chiusa nel merito, ma intanto il percorso avviato dalla Regione resta in piedi
CASSANO ALL’IONIO – Il commissariamento di Casa Serena Santa Maria di Loreto resta in piedi. Almeno per ora. Il TAR Calabria ha respinto la domanda cautelare presentata dall’IPAB contro il decreto del Presidente della Regione Calabria n. 34 del 5 maggio 2026, con cui era stata disposta la nomina del commissario ad acta.
È il primo passaggio giudiziario di una vicenda che, nelle ultime settimane, ha acceso il confronto amministrativo e politico attorno al futuro dell’ente cassanese. Non si tratta ancora di una decisione definitiva sul merito del ricorso, ma l’effetto immediato dell’ordinanza è chiaro: il provvedimento regionale non viene sospeso e il commissario può continuare ad esercitare le proprie funzioni.
Il ricorso era stato proposto da I.P.A.B. Casa Serena Santa Maria di Loreto, rappresentata e difesa dall’avvocato Claudio Roseto, contro la Regione Calabria, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Naimo.
Al centro dell’impugnativa c’erano il decreto del Presidente della Regione n. 34 del 5 maggio 2026, avente ad oggetto l’attivazione dell’esercizio del potere sostitutivo e la nomina del commissario ad acta, la deliberazione della Giunta regionale n. 203/2026 e una serie di atti presupposti e collegati, tra cui quelli relativi alla short list finalizzata alla nomina dei commissari per la verifica della gestione e la conseguente trasformazione delle IPAB.
L’ente chiedeva l’annullamento degli atti, previa sospensione della loro efficacia. Ma il TAR, nella camera di consiglio del 10 giugno, ha rigettato la richiesta cautelare.
La motivazione è molto asciutta. Secondo i giudici amministrativi, il pregiudizio prospettato dalla parte ricorrente è «privo di attualità» e comunque suscettibile di essere eliminato da un eventuale accoglimento della domanda di annullamento. Per questo la richiesta di tutela cautelare è stata respinta.
Il punto politico-amministrativo, però, è evidente. La Regione Calabria incassa un primo risultato nella vicenda Casa Serena: il TAR non ferma il commissariamento e, dunque, il percorso avviato con il decreto presidenziale può proseguire.
Il commissariamento era stato disposto nell’ambito del processo di riordino e trasformazione delle IPAB, con la nomina di un commissario ad acta incaricato di accompagnare l’ente nella fase prevista dagli atti regionali.
La vicenda, negli ultimi mesi, aveva assunto un peso significativo anche sul piano locale. Da una parte l’ente, con la precedente governance, intenzionato a contestare gli atti regionali; dall’altra la Regione, decisa a procedere lungo la strada del potere sostitutivo e della trasformazione dell’IPAB.
L’ordinanza del TAR non chiude la partita. Il merito del ricorso resta ancora da discutere. Ma il dato immediato è che non c’è stata sospensiva. E questo significa che, fino a diversa decisione, gli atti regionali restano efficaci.
Ora la questione si sposta sul piano operativo: quali atti compirà il commissario, quali saranno i prossimi passaggi sulla trasformazione dell’ente e quale sarà la posizione dell’IPAB nella prosecuzione del giudizio.
Resta anche il tema della piena chiarezza amministrativa attorno a Casa Serena, struttura storica del territorio cassanese, da tempo al centro di una transizione delicata che riguarda governance, funzioni, futuro giuridico dell’ente e servizi alla comunità.
Il primo round, dunque, va alla Regione. Ma la partita non è ancora finita. Per ora, però, una cosa è certa: il TAR non ha bloccato il commissariamento.