Strage di Amendolara, rintracciate le famiglie delle vittime: attese in Calabria la prossima settimana
La Regione sosterrà le spese per il viaggio dei familiari e per il rimpatrio delle salme. Corbelli: «Un gesto di solidarietà e umanità doveroso»
COSENZA - Sono state rintracciate e informate in Afghanistan e Pakistan le famiglie dei quattro giovani braccianti immigrati morti nella tragica strage di Amendolara, dove dieci giorni fa le vittime sono state trovate senza vita all’interno di un’automobile andata in fiamme. I parenti dei giovani dovrebbero arrivare in Calabria già la prossima settimana.
Ad annunciarlo è Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili, che esprime soddisfazione per quello che definisce «un importante risultato umanitario», raggiunto dopo una serie di appelli rivolti alle istituzioni nazionali e internazionali.
«Le famiglie delle quattro giovani vittime sono state rintracciate e informate nei rispettivi Paesi – afferma Corbelli –. Dovrebbero arrivare in Calabria la prossima settimana. Era questo l’obiettivo prioritario per il quale abbiamo promosso numerosi appelli alle istituzioni competenti, a partire dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, al Governo italiano e alle ambasciate dei due Paesi interessati».
Secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dal governatore Roberto Occhiuto durante una seduta del Consiglio regionale, sarà la Regione Calabria a farsi carico delle spese necessarie per consentire ai familiari di raggiungere la Calabria e per il successivo rimpatrio delle salme.
«Si tratta di una giusta e doverosa iniziativa umanitaria – sottolinea Corbelli –. Adesso è importante garantire il necessario supporto alle famiglie dei giovani immigrati uccisi. Parallelamente, la magistratura continuerà il proprio lavoro per accertare la verità e fare piena luce su quanto accaduto».
Nel frattempo, il leader di Diritti Civili ha voluto ricordare il lungo impegno dell’associazione a favore degli immigrati attraverso la pubblicazione di un breve video di due minuti sulla propria pagina Facebook. Il filmato raccoglie immagini e testimonianze di numerosi casi, tra il 2001 e il 2013, in cui il movimento ha contribuito al rimpatrio delle salme di giovani uomini e donne stranieri morti tragicamente in Italia.
«Ho voluto condividere questo collage – spiega Corbelli – per ricordare che quanto fatto in questi giorni rappresenta la naturale prosecuzione di un impegno civile e umanitario che portiamo avanti da molti anni. In alcune di quelle battaglie al mio fianco c’era anche l’indimenticabile Padre Fedele Bisceglia, con il quale abbiamo condiviso importanti iniziative di solidarietà».
Un gesto di memoria che si intreccia con l’attualità di una vicenda che continua a scuotere la Calabria e che, oltre alla ricerca della verità giudiziaria, richiama l’attenzione sul dovere della solidarietà e del rispetto della dignità umana.