Vaccarizzo affida la memoria arbëreshe ai bambini: disegni, musica e teatro verso la 43ª Rassegna del Costume
Mostre e laboratori dedicati agli alunni del paese aprono il percorso verso la storica manifestazione. Pomillo: «L'identità si trasmette attraverso l'esperienza e la creatività»
VACCARIZZO ALBANESE -
La tradizione non si conserva soltanto nei musei. Vive quando riesce a parlare ai più giovani, quando diventa esperienza, gioco, scoperta e partecipazione. È da questa idea che prende forma il percorso promosso a Vaccarizzo Albanese in vista della 43ª Rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshe, con una serie di iniziative dedicate ai bambini e ai ragazzi della comunità.
Mostre, laboratori artistici, attività musicali e teatrali diventano così strumenti per avvicinare le nuove generazioni a un patrimonio culturale che continua a rappresentare uno degli elementi identitari più forti dell'Arberia calabrese.
«Non c'è migliore strumento per consegnare alle future generazioni il testimone dello straordinario patrimonio identitario ereditato se non quello dell'esperienza e della creatività», sottolinea il sindaco Antonio Pomillo, commentando le attività inserite nel programma della manifestazione.
Uno dei momenti centrali è rappresentato dalla mostra "Il costume arbëreshe visto con gli occhi di un bambino", allestita presso il Museo del Costume e degli Ori Arbëreshë di Palazzo Gigli.
L'esposizione raccoglie gli elaborati realizzati dagli alunni della scuola primaria dell'Istituto Comprensivo di San Demetrio Corone – plesso di Vaccarizzo Albanese, coinvolti in un percorso educativo finalizzato alla conoscenza delle tradizioni locali.
Attraverso il disegno, i piccoli studenti hanno reinterpretato simboli, colori e significati del costume tradizionale arbëreshe, offrendo uno sguardo originale su una delle espressioni più rappresentative della cultura della comunità.
L'iniziativa è stata realizzata nell'ambito di un progetto finanziato dalla Regione Calabria attraverso l'azione 6.8.3 del POC Calabria 2014-2020, dedicata alla promozione turistica e culturale.
Ma il percorso non si ferma all'esposizione.
Da oggi, presso Palazzo Marino, nel cuore del Salotto Diffuso di Vakarici, hanno preso il via anche i laboratori artistici, musicali e teatrali dedicati alle tradizioni arbëreshe.
Attraverso la musica, il teatro e le attività creative, i bambini saranno accompagnati in un viaggio alla scoperta delle proprie radici culturali, imparando a conoscere racconti, gesti, suoni e simboli che appartengono alla memoria collettiva della comunità.
A guidare le attività sarà la docente Emiliana Oriolo, impegnata in un percorso formativo che punta a mettere in dialogo scuola, territorio e patrimonio identitario.
L'obiettivo è rendere i più giovani protagonisti attivi della trasmissione culturale, affinché la tradizione non sia percepita come qualcosa di distante o statico, ma come un patrimonio vivo da conoscere e reinterpretare.
La 43ª Rassegna del Costume e della Cultura Arbëreshe si avvicina così nel segno delle nuove generazioni.
Perché una comunità custodisce davvero la propria identità solo quando riesce a trasmetterla ai bambini. E a farla diventare parte del loro futuro.