Educazione dei bambini e Carnevale: la pedagogista Teresa Pia Renzo spiega perché insegnare a essere se stessi
Le manifestazioni di Carnevale diventano uno spunto educativo per riflettere sull’infanzia. La pedagogista spiega come il gioco delle maschere possa aiutare i bambini a comprendere il valore della sincerità e dell’autenticità
CORIGLIANO-ROSSANO – «Insegnare ai bambini a non avere paura di essere se stessi è una delle prime e più importanti forme di educazione. Il coraggio di dire la verità, di esprimere ciò che si pensa e di non nascondersi dietro ruoli o finzioni rappresenta una base fondamentale per la costruzione di una personalità libera e consapevole».
È quanto ribadisce la pedagogista Teresa Pia Renzo offrendo uno spunto di riflessione educativa partendo dalle recenti manifestazioni di Carnevale che hanno riportato colori e maschere nella vita dei più piccoli. «La festa del travestimento e dell’immaginazione diventa così un’occasione per spiegare ai bambini – con parole semplici e proporzionate alla loro età – che nella vita reale non bisogna indossare maschere per nascondere paure o reprimere la propria indole».
«Uno degli errori più diffusi – spiega la pedagogista – è ritenere che i bambini piccoli non siano in grado di comprendere concetti educativi complessi. In realtà, quando i messaggi vengono adattati alla loro età e alla loro capacità di comprensione, i bambini dimostrano una sorprendente capacità di ascolto e di interiorizzazione. Educare alla sincerità e all’autenticità può iniziare già nei primi anni di vita».
Il gioco del travestimento, molto presente nelle attività educative della prima infanzia, rappresenta una fase naturale dello sviluppo del bambino. Attraverso l’imitazione, il bambino osserva il mondo degli adulti e lo riproduce simbolicamente: imita la mamma, il papà, il medico o altri ruoli che fanno parte della sua esperienza quotidiana. «Proprio per questo – aggiunge la professionista, da oltre vent’anni punto di riferimento nella formazione della prima infanzia – nelle attività educative è spesso presente uno spazio dedicato al travestimento, dove cappelli, borse e accessori diventano strumenti per inventare storie e giochi di ruolo».
«Il coraggio di dire la verità è uno dei primi insegnamenti che devono essere trasmessi ai bambini. Solo chi è sincero e autentico non ha bisogno di nascondersi dietro una maschera. Educare i bambini a essere persone libere e responsabili significa aiutarli a crescere senza paura del giudizio degli altri e senza il bisogno di apparire diversi da ciò che sono realmente. Anche una festa fatta di colori e travestimenti – conclude Teresa Pia Renzo – può diventare così una preziosa occasione educativa. Perché le maschere servono per giocare, ma nella vita il valore più grande resta avere il coraggio di essere se stessi».