Codex Purpureus, lo sfoglio dedicato alle donne: la testimonianza di Lia Panera che continua ad emozionare
Nel Museo Diocesano il nuovo appuntamento di Sfogliando il Codex diventa occasione di riflessione sulla dignità femminile e sul ruolo delle donne nella Chiesa e nella società
CORIGLIANO-ROSSANO – Non è stato soltanto lo sfoglio di una nuova miniatura del Codex Purpureus Rossanensis. Stamattina, tra le pareti del Museo Diocesano di Rossano centro storico, la storia millenaria dell’evangeliario bizantino si è intrecciata con una testimonianza viva e contemporanea. Quella di Lia Panera, figura discreta ma profondamente radicata nella vita ecclesiale e sociale del territorio, che con parole semplici e cariche di emozione ha dato corpo al senso più autentico dell’incontro intitolato “Grazie a te, donna”.
Nel cuore del Museo Diocesano e del Codex, dove l’evangeliario greco miniato del VI secolo – patrimonio UNESCO dal 2015 – continua a raccontare la straordinaria eredità bizantina della città, la cerimonia dello sfoglio si è trasformata in una riflessione viva sulla presenza femminile nella Chiesa e nella società.
E proprio la testimonianza di Panera ha segnato il passaggio più intenso della giornata.
Una vita spesa per gli altri
Docente di storia e filosofia nei licei e per anni figura centrale nel tessuto ecclesiale e sociale rossanese, Lia Panera è oggi uno dei pilastri indiscussi a livello globale dell'Istituzione Teresiane, il movimento religioso laico fondato da San Pedro Poveda. Lia, spagnola d'origine e italiana d'adozione, è conosciuta soprattutto per il suo lungo impegno accanto agli ultimi. È stata infatti responsabile della Caritas diocesana di Rossano-Cariati, dedicando anni di lavoro nei quartieri più fragili e promuovendo iniziative di solidarietà e formazione per giovani e famiglie.
Nel corso della sua attività ha anche fondato e animato esperienze di volontariato sociale e educativo, mantenendo sempre uno stile discreto ma incisivo, capace di coniugare l’attenzione alla cultura con il servizio concreto alle persone.
Un impegno riconosciuto anche dalla Chiesa, che negli anni scorsi le ha conferito la “Crux pro Ecclesia et Pontifice”, la più alta onorificenza vaticana destinata ai laici distintisi per il loro servizio alla comunità ecclesiale.
Ma stamattina, più dei titoli o dei riconoscimenti, a colpire è stata la semplicità della sua testimonianza.
La forza gentile della testimonianza
Davanti a una sala attenta, Lia Panera ha raccontato la dimensione più autentica del servizio: quella che nasce dall’ascolto e dalla prossimità. Parole misurate, quasi sussurrate, ma capaci di attraversare la sala con una forza particolare.
È stata una presenza che ha dato corpo alle parole di San Giovanni Paolo II citate nel titolo dell’incontro: «Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna». Attorno a lei si sono intrecciate anche le testimonianze di chi quotidianamente affronta il dramma della violenza e delle fragilità sociali: Raffaella Accroglianò, per l’associazione Mondiversi e il Centro antiviolenza Fabiana Luzzi, e Maria Domenica Maiuri per l’associazione Emy & Lia. Racconti concreti, spesso duri, che hanno restituito il volto reale di tante storie femminili del territorio.
Dal Codex alla vita
La mattinata si è aperta con la cerimonia dello sfoglio della nuova miniatura del Codex, introdotta dalla vicedirettrice del Museo Cecilia Perri, e si è poi spostata nel Salone degli Stemmi dell’Arcidiocesi per il momento pubblico di confronto moderato dalla giornalista Anna Russo.
A intervenire, tra gli altri, l’arcivescovo Mons. Maurizio Aloise e la presidente del Consiglio comunale e consigliera regionale Rosellina Madeo.
Ma il filo conduttore dell’incontro è rimasto quello indicato dalle parole dell’arcivescovo: riconoscere il valore della presenza femminile nella storia della Chiesa e nella società.