Tra le ombre di Venezia, Marco Steiner arriva a Rossano con il suo noir
Il 25 febbraio al Circolo Culturale Rossanese la presentazione di Un riflesso nel buio: letteratura, identità e città al centro dell’incontro
CORIGLIANO-ROSSANO - Venezia non come cartolina, ma come labirinto. Non come scenario romantico, ma come città inquieta, attraversata da silenzi, riflessi e verità sommerse. È questa la Venezia che Marco Steiner porta a Corigliano-Rossano il prossimo 25 febbraio, quando alle 18, nelle sale del Circolo Culturale Rossanese, presenterà il suo ultimo romanzo Un riflesso nel buio, pubblicato da Cong Edizioni.
Steiner, autore che ha saputo ampliare l’universo narrativo di Hugo Pratt attorno alla figura di Corto Maltese, cambia latitudine ma non profondità. Questa volta al centro del racconto c’è il commissario Matteo Truant, che si muove tra calli oscure e atmosfere lagunari in un’indagine che lentamente si dilata, scivolando dall’episodio circoscritto a un intreccio più vasto, fatto di memorie familiari rimosse, identità sospese e tracce nascoste nei luoghi meno battuti della città.
Non è un noir tradizionale. È piuttosto un viaggio nella soglia sottile che separa il visibile dall’invisibile. Come sottolineato anche dalla recensione pubblicata da Sugarpulp, il romanzo è «una storia che si incolla addosso», capace di trasformare Venezia in un personaggio vivo, pulsante, ambiguo, dove il ritmo alterna introspezione e tensione, e dove «la verità non è un punto d’arrivo, ma una soglia da attraversare».
A dialogare con Steiner saranno Mario Greco della Cooperativa Letteraria e l’artista e fumettista Giovanni Robustelli, in un confronto che promette di intrecciare parole, immagini e suggestioni. I saluti introduttivi saranno affidati a Giuseppe Graziano, mentre le conclusioni saranno affidate a Francesco Filareto.
L’iniziativa si inserisce nel percorso culturale promosso dallo storico Circolo Culturale presieduto da Antonio Guarasci, in collaborazione con Cooperativa Letteraria, con l’obiettivo dichiarato di esplorare il rapporto tra letteratura, città e identità.
Sarà un incontro aperto alla città, a ingresso libero. Un’occasione per attraversare, almeno per una sera, quella Venezia che non si fotografa, ma si ascolta.