La neve nel Parco Nazionale del Pollino conquista Checco Zalone
Tra neve, sentieri e sapori autentici, il comico simbolo del cinema italiano sceglie il cuore dell’Appennino meridionale per una pausa dopo il record storico al box office per Buen Camino
CASTROVILLARI - Il Pollino torna sotto i riflettori nazionali. Nei giorni scorsi Checco Zalone ha scelto il Parco Nazionale del Pollino per una breve pausa di riposo, all’indomani dello straordinario successo del suo ultimo film, Buen Camino.
Il dato è ormai certificato: con 68.823.069 euro di incasso in soli 24 giorni di programmazione, la pellicola ha superato il precedente primato nazionale detenuto da Avatar (68,6 milioni), diventando il film con il maggiore incasso di sempre al box office italiano.
Secondo quanto riportato dal blog del giornalista lucano Filippo Mele, fonte che ha diffuso la notizia, l’attore pugliese avrebbe trascorso una giornata nell’area del Parco, tra passeggiate sui sentieri innevati e momenti di relax. Una presenza discreta, ma che non è passata inosservata: numerosi visitatori lo hanno riconosciuto, fermandolo per selfie e autografi.
La scelta del Pollino non è casuale. L’area protetta, che si estende tra Basilicata e Calabria e ricade in larga parte nella Calabria del nord-est, rappresenta uno dei polmoni ambientali più importanti del Mezzogiorno e una destinazione sempre più apprezzata per il turismo naturalistico ed esperienziale.
Oltre al paesaggio, Zalone ha avuto modo di conoscere anche la cucina locale, degustando piatti della tradizione contadina e prodotti tipici del territorio, espressione di una filiera gastronomica identitaria che da anni viene indicata come uno dei punti di forza dell’offerta turistica del Pollino.
La visita di uno dei personaggi più popolari del cinema italiano assume così un valore che va oltre la curiosità: contribuisce a rafforzare l’immagine del Parco Nazionale del Pollino come luogo di qualità, autenticità e attrattività, capace di parlare anche alla Calabria e in particolare ai territori del nord-est, che condividono storia, paesaggi e prospettive di sviluppo legate alla montagna.
Un passaggio silenzioso, lontano dai set e dai palcoscenici, ma che riporta il Pollino – ancora una volta – al centro dell’attenzione. - foto in copertina tratta da filippomele.blogspot.com