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“Altrove Qui” una giornata di riflessione sulla cultura, la Sibaritide, il futuro

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CORIGLIANO-ROSSANO - Si pensa alla vita in Calabria come una resistenza, o come la scelta di portare eroicamente una mancanza. Non sarebbe però il caso di cominciare a narrarne la bellezza? Oltre alle mancanze materiali, il territorio della Sibaritide deve forse confrontarsi con una mancanza, culturale, di riflessione sul proprio destino, sulla voce che le è propria? Quale forma può prendere una vita felice nella Sibaritide?

Una riflessione affascinante che porterà un gruppo di intellettuali del territorio a riunirsi, a discutere, a far leva su quel processo di consapevolezza che serve, è utile, necessario per cominciare a dare una risposta alla cultura «intesa - dicono - non solo come fruizione, ma anche come produzione, sui suoi luoghi». Perché, aggiungono, la cultura «è innanzitutto lo spazio dove la pienezza viene pensata, manifestata».

Nella cornice ideale del giardino del polo liceale San Nilo, il 10 agosto prossimo, si terrà un incontro in cui varie figure del mondo della cultura e del sapere proveranno a confrontarsi sul tema; i lavori, introdotti da Vincenzo Piro, saranno coordinati da Nilo Domanico e conclusi da Alessandro Gangemi.

«L’ambizione della giornata -  si legge nella nota di Nilo Domanico che presenta l'evento - è di cominciare a suscitare una visione condivisa delle necessità culturali del territorio. Ne seguiranno altre, concepite in maniera orizzontale e democratica ed in osmosi con il territorio, aperta a tutti i contributi che da esso proverranno».

«Un incontro di anime e di bellezza quello tra di noi: Enzo, Alessandro ed io. Ci stiamo incontrando da mesi, per lunghissime e piacevolissime ore, davanti ad una cena a casa o in trattoria, davanti ad un caffè o in videochiamata. A dialogare in maniera fitta ed intensa di filosofia, di scienza, di Bellezza e della nostra terra, della nostra Sybaris».

Così è nato Altrove Qui: «un albero che affonda le sue radici nella nostra terra. Ed ora è giunto il momento che ognuno di noi - sottolinea Domanico - apponga la sua foglia su questo albero e lo faccia rifiorire. Che sia un’idea, una visione, un progetto o anche solo un pensiero, una poesia. Ma che contribuisca a rendere l’Albero dell’Altrove Qui rigoglioso e vibrante, vigoroso e romantico. La scintilla che riporti la nostra terra a brillare».

«Avviene così che comprendiamo appieno la scintillante folgorazione che Il nostro "altrove"può essere "qui": uno scrigno di tesori sommerso, che però emerge ancora quando attraversiamo le nostre terre colme di ulivi millenari e vitigni antichissimi e leggendari, sopravvissuti alle sabbie del tempo, laddove puoi realizzare un Teatro invece di distruggerlo, laddove puoi costruire una Biblioteca o un’Università che diventi baricentro culturale del mondo, laddove puoi realizzare un anfiteatro naturale dove puoi ammirare le più straordinarie opere mai scritte».

«Il nostro "altrove è qui"» scrive con convinzione Domanico. «Perché la Grande Storia ha permeato in profondità questa terra ed ha lasciato tracce indelebili con Erodoto, Pitagora, Ippodamo e tanti altri. Nel mondo antico, mentre in altre parti della Terra l’unico istinto era la sopravvivenza, "qui", nel nostro "altrove" si discuteva di filosofia, di matematica, di diritto e le città erano pensate e realizzate dai più grandi urbanisti del tempo. Senza più indugi, questa terra ha bisogno di essere narrata, con passione e meraviglia, perché è un teatro d'umanità, cultura e conoscenza dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza più il bisogno di andare altrove. La miniera - conclude Domanico - è esattamente sotto i nostri piedi: basta scavare».

All'incontro di mercoledì prossimo («cambieremo Discorsi con Discorsi per cambiare») sono previsti gli interventi di Fortunato Amarelli, Presidente Confindustria Cosenza; Paolo Veltri, già direttore Dipartimento Ingegneria UNICAL; Nello Gallo, Presidente SOGESID; Cecilia Perri, Vice Direttore Museo Diocesano e del Codex; Salvatore Martino, Direttore Centro Studi "V. Bachelet"; Donatella Novellis, Archeologa; Pino Campana, Direttore Centro Studi Musicali "G.Verdi"; Ercolino Ferraina, Presidente Ass. Intern. Centro Arte Club; Gaetano Gianzi, Presidente Corigliano Calabro Fotografia; Pino Sassano, Intelletuale e Libraio; Tonino Pistoia, Dirigente Polo Liceale Rossano; Adriana Grispo, Dirigente Scolastica; Alessandra Mazzei, Docente-Presidente Rossano Purpurea; Luna Maria Arfuso, Studente Liceo Artistico; Tommaso Greco, Docente Universita' di Pisa; Roberta Romano, Esperta di Politiche Migratorie e Diritti Umani; Maria Maiarù, Lecturer in Pharmacology presso University of Reading; Ranieri Filippelli, Portavoce Forum Terzo Settore Jonio-Pollino; Tiziano Caudullo, Esperto Fondi Comunitari e Turismo; Giuseppe Sommario, Docente Universita' Cattolica Sacro Cuore; Pierpaolo Cetera, Docente; Domenico Campana, Giornalista Ansa - Scrittore; Stella Pizzuti, Docente Referente Liceo Classico e ArtisticoGiuseppe Lavia, Segretario Provinciale CISL; Enrico Parisi Imprenditore Agricolo - Delegato Regionale Coldiretti; Edmondo Minisci, Docente Universita' of Strathclyde; Benito Scazziota, Agronomo - Innovation Broker; Gino Vulkano,Vice Direttore Coldiretti Brindisi; Luca Sammarro, Esperto Enogastronomia.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.