Celle anguste e doccia senza acqua calda: si infiamma la protesta nel Carcere di Castrovillari
I tumulti vanno avanti da diversi giorni. Tra le richieste l'ampliamento degli spazi, magari anche la costruzione ex novo di nuovi padiglioni e reparti

CASTROVILLARI - I detenuti della Casa Circondariale di Contrada Petrosa continuano la loro protesta, che va avanti da diversi giorni. Secondo quanto si apprende da un articolo di Angelo Biscardi, pubblicato sulla Gazzetta del Sud, il reparto della Polizia Penitenziaria starebbe faticando per frenare i tumulti.
Ma cosa ha innescato le proteste? Celle troppo anguste, la condizione di arredi e servizi igienici e l'assenza delle docce. «L'area femminile è a regime chiuso, senza docce e acqua calda in cella; i metri richiesti per ogni detenuto non ci sono; molte celle sono sprovviste di un tavolo per mangiare con uno scrittoio; il carcere è a regime chiuso; non funzionerebbe l'area verde per i bambini nonostante la sua presenza in istituto; l'area trattamentale risulterebbe deficitaria; il cibo sarebbe scarso e immangiabile; c'è carenza di medicinali e personale di Polizia Penitenziaria».
La scia di manifestazioni dovrebbero andare avanti sino alla fine del mese, vale a dire nel momento in cui i detenuti proveranno nuovamente tornare a investire della questione il
garante dei detenuti, ma anche e soprattutto il Ministero della Giustizia.
Tra le richieste l'ampliamento degli spazi, magari anche la costruzione ex novo di nuovi padiglioni e reparti. C'è da dire che andrebbe anche potenziato il reparto della Polizia Penitenziaria, per evitare turni massacranti e assicurare una maggiore sicurezza sul posto di
lavoro.