7 ore fa:Dopo la scuola, quale futuro? A Rossano il confronto su formazione, tirocini e lavoro
9 ore fa:Castrovillari, 204mila euro dalle riserve della Gas Pollino: Ernesto Bello chiede chiarezza sulle priorità della Giunta
8 ore fa:Clementina Festival, si parte nel segno della fede e delle tradizioni
7 ore fa:La sofferenza di chi lavora diventi la battaglia di una comunità intera
8 ore fa:Caro gasolio, rincari e grano estero nei porti: Futuro Nazionale al fianco dei manifestanti
6 ore fa:Una notte al pronto soccorso e mille domande appese: la storia di Anna che racconta gli ultimi giorni di suo padre
10 ore fa:Palio delle Botti, trionfo per Mormanno: la squadra femminile è quinta in Italia, la maschile entra nella Top 8
5 ore fa:Corigliano-Rossano, l'assessore Argentino difende gli eventi: «751mila euro dalla tassa di soggiorno»
6 ore fa:Autotrasporti, Mangano al tavolo con Salvini: «Porteremo le istanze delle imprese calabresi»
9 ore fa:«Non vogliamo elemosine»: dai presìdi degli agricoltori un documento di accusa e cinque richieste

Dopo Simet, anche i dipendenti Ias Scura incrociano le braccia: «Contratto vecchio di 20 anni»

2 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - «Abbiamo un contratto vecchio di 20 anni». Questo dicevano stamani i dipendenti della Ias Scura, azienda di autolinee di Corigliano-Rossano, che nel piazzale dell'autostazione di Cosenza hanno deciso di incrociare le braccia. Si amplia, dunque, la vertenza dei lavoratori del trasporto pubblico in provincia di Cosenza. Dopo il giustificato lamento dei dipendenti della Simet, altra società jonica che ha licenziato oltre 40 tra autisti e personale, ora a mettere in campo la loro indignazione sono i lavoratori della Scura. Qui non ci sono licenziamenti in ballo - anche perché la società è tra le concessionarie del trasporto pubblico regionale, quindi sovvenzionata dall'ente pubblico - ma l'incompatibilità della retribuzione con gli orari di lavoro.

Di fianco a loro, anche in questo caso, la sigla sindacale Faisa-Cisal, Federazione autonoma italiana sindacale autoferrotranvieri. «Abbiamo indetto - si legge nella nota - uno sciopero di 24 ore dei lavorati della Ias Autolinee, l’Azienda cori-rossanese che si ostina a non dar luogo al rinnovo del contratto aziendale al quale sono legati importanti tematiche del lavoro accessorio, anche per la parte economica. Ripetuti sono stati i nostri tentativi, tutti falliti, di raggiungere un’intesa che fosse di equilibrio per le Parti, al fine di dotare i lavoratori, ma anche l’Impresa, di un valido strumento regolatorio in tema di disciplina aziendale delle fattispecie di servizio non regolate dal contratto nazionale di lavoro».

«Ad oggi, però, altro non possiamo raccogliere se non la sostanziale chiusura della Ias Autolinee alla sottoscrizione del contratto aziendale. Ciò ha comportato l’ennesima astensione dal lavoro, che nella giornata di domani sarà la quinta, non residuando ai lavoratori altra soluzione che quella della protesta. Il tema è fortemente sentito dai tanti dipendenti che, ogni giorno, si impegnano con serietà e dedizione a rendere un servizio di trasporto pubblico che può dirsi di qualità soprattutto grazie all’apporto di mille attenzioni che in tal senso viene dai lavoratori. Pare, però, che tale impegno non venga registrato in contrada Toscano Jole, sede dell’Azienda, dalla quale nessun atto concreto si registra all’indirizzo del dialogo e dell’ascolto dei legittimi bisogni dei propri lavoratori».

«Tra le tante incertezze che orbitano intorno al futuro di ciascuno, vi è la certezza del nostro impegno a continuare a stare accanto a chi ha deciso di rivendicare regole certe e chiare sul lavoro accessorio e sulle altre tematiche che dovranno confluire nel contratto aziendale secondo quanto previsto dal CCNL. I lavoratori di Ias Autolinee non si lasceranno distrarre dalle sirene di chi predica bene ma pone in essere iniziative lontane dai bisogni della classe operaia. I dipendenti agiranno a tutela dei propri interessi legittimi iniziando dall’esercizio del sacrosanto diritto di sciopero; lo faranno nonostante le mille difficoltà derivanti da una disciplina normativa (quella sullo sciopero) che appare un labirinto nel quale districarsi e con la fermezza di chi vuole esercitare appieno il proprio diritto di dire "io non ci sto!"».

Ai lavoratori che hanno riposto la fiducia in questo Sindacato, viene confermata la vicinanza incondizionata, «facendo nostre le difficoltà che caratterizzano il vivere quotidiano di chi, come loro, fatica a far quadrare i bilanci familiari a causa di un costo della vita che ha assunto dimensioni spropositate». La soluzione a una tale condizione di estremo disagio non può che passare da iniziative di buon senso che, per quanto ci riguarda, altri non può essere che il datore di lavoro a mettere in campo, quale tributo di riconoscenza verso chi ogni giorno si spende per l’Azienda.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.