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Un gemito in lontananza, così due vigili del fuoco si sono accorti che Pina era viva. I momenti del salvataggio

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CORIGLIANO-ROSSANO - Prima un gemito insistente, nel cuore della notte, che ha richiamato l'attenzione di due vigili del fuoco. Poi un urlo di aiuto che proveniva dal buio fitto della campagna, rischiarato solo da un piccolo spicchio di luna. L'avvicinarsi felpato dei due agenti e quel lamento che cresceva sempre più ad ogni passo. Le torce prima e subito dopo le fotocellule che hanno illuminato a giorno quell'angolo di Santa Caterina tra rovi, sterpaglia e ulivi; una ragazza, vestita di blu, con i piedi nudi e infreddolita, ripiegata su se stessa. È Pina, 23 anni, di lei si erano perse le tracce dal pomeriggio di martedì.

È l'1 e 50, quando i due pompieri che, insieme al personale della polizia di Stato di Commissariato di Co-Ro, dell'unità di crisi e dei carabinieri del Reparto territoriale non hanno mai smesso le ricerche, trovano la ragazza. Nel cuore della notte, in un momento di buio e silenzio dove sei pronto a tutto, soprattutto a trovarti difronte allo scenario più drammatico e cruente. 

I due vigili del fuoco si portano speditamente verso la ragazza, uno dei due per arrivare sul posto del ritrovamento rimarrà anche ferito. Pina non può muoversi, uno dei due polsi era legato alla recinzione di filo spinato che delimita una proprietà. La liberano; uno dei due agenti la prende in braccio e la porta nell'aia della casa poderale dove ad aspettarla c'erano familiari e soccorritori. La giovane donna è stata portata in ospedale per le cure del caso, poi in commissariato per raccontare agli inquirenti i dettagli di questa storia che continua ad avere trame incerte.

Pina è stata lì per tutto il tempo?

Si fa largo l'ipotesi, infatti, che Pina non sia rimasta nel luogo del ritrovamento per tutto il tempo, quindi da quel pomeriggio di martedì, da quando non si è saputo più nulla di lei. No, perché le squadre di ricerca quel posto, a 50 metri da casa, lo hanno battuto più volte nel corso di questi giorni ma senza alcun esito. Non si sa cosa sia accaduto in queste 72 ore e gli inquirenti del commissariato di Polizia, diretti dal dirigente Cataldo Pignataro, e della squadra di polizia giudiziaria, guidati dall'ispettore Stefano Laurenzano, sono a lavoro per ricostruire dettagliatamente le fasi di questa vicenda.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.