11 ore fa:Cantinella, Straface propone un polo multiservizi: welfare, municipio e sportello per il lavoro
11 ore fa:Da San Paolo a Corigliano-Rossano, il viaggio alle radici sulle tracce dell’Achiropita | VIDEO
15 ore fa:Saracena, riapre l'ufficio postale "Polis": passaporti e certificati senza più dover andare in Questura
12 ore fa:Da Warstein a Pietrapaola in bici per i bambini malati di cancro: l'impresa di Cruse unisce Germania e Calabria
14 ore fa:Omicidio Bifano: la maglietta trovata vicino all'agrumeto non è del marito. Ora si attende il Tribunale del riesame
12 ore fa:SS106, rotatorie nella zona industriale di Corigliano-Rossano: Anas apre la Conferenza dei Servizi
12 ore fa:Calopezzati, volontari e sub ripuliscono spiaggia e fondali delle Dune di Camigliano
15 ore fa:Sibari ritorna nel Piano dei Trasporti: previsti studi sull’aviosuperficie, ma l’aeroporto non c’è ancora
13 ore fa:Corigliano Volley, Gruvaeus sfida l'Italia agli Europei: «Affrontare gli azzurri in casa loro è fantastico»
10 ore fa:Castrovillari, palestra dell’ITIS Fermi: avviata la procedura per completare la pavimentazione

La trappola, Provinciale 196 a un punto di non ritorno: un attentato alla sicurezza

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Se la si potesse descrivere con un titolo di un film, sicuramente la strada provinciale 196 sarebbe Breakdown, la trappola! Stiamo parlando dell’arteria viaria che collega la statale 106, in località porto di Schiavonea, con il vecchio tracciato della ionica in località Villaggio Frassa.

Un budello strategico per la viabilità ionica che canalizza gran parte del traffico dei pendolari che ogni giorno si muovono da e verso l’area interna della provincia. Una strada che, tra l’altro, è stata teatro di decine di incidenti. Non ultimo quello avvenuto venerdì sera.

In un qualsiasi altro angolo del pianeta questa arteria, che potrebbe essere tranquillamente una tangenziale extraurbana, sarebbe a quattro corsie o quantomeno avrebbe una manutenzione costante, segnaletica orizzontale e verticale sufficiente, impianti luminosi ed un asfalto sicuro.

Invece no, è una trappola scientifica, fatta di curve cieche, sovrappassi ferroviari che ad un tratto restringono la carreggiata in una sola corsia; cartelli stradali sbiaditi dal sole, l’asfalto, poi, quasi non esiste più.

Solo un esempio, per far capire lo stato dei luoghi. Di recente è stato effettuato uno scavo (probabilmente per la posa di cavi telefonici), lungo i 3 km su cui si estende l’arteria, a bordo strada. Quello scavo è stato coperto con del cemento che giorno dopo giorno si degrada e con esso degrada anche quel che resta del manto bituminoso.

Per non parlare delle buche, anzi no, delle voragini che ci sono su entrambe le corsie e che gli automobilisti cercando di scansarle (onde evitare di distruggere copertoni, cerchi, ammortizzatori, sospensioni, carene etc.) rischiano continui frontali.

È facile prevedere cosa accadrà nei prossimi giorni quando inizieranno i lavori sulla rotonda di Santa Lucia che, per forza di cose, obbligheranno ad incanalare il traffico dell’area ovest di Corigliano proprio lungo la sp196. Sarà un dramma, sperando di non dover raccontare tragedie.

Una condizione viaria vergognosa, direbbe qualcuno. Limitiamoci a dire che si tratta di una condizione indecente per la quale la Provincia dovrebbe correre subito ai ripari. Quantomeno per mettere in sicurezza una via che quotidianamente viene percorsa da migliaia di pendolari. Quella strada è arrivata a un punto di non ritorno: così com’è è un attentato alla sicurezza.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.