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Cerchiara ospiterà quindici rifugiati politici: ecco il progetto

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CERCHIARA DI CALABRIA – I rifugiati politici sono nient’altro che immigrati forzati, costretti ad abbandonare il loro Paese perché afflitto da guerre civili o per problemi legati alla sfera politica. Queste vittime in fuga sono tutelate dalla Convenzione di Ginevra, da vari trattati internazionali e anche dalla Costituzione italiana. Ma questa tutela resta solamente sulla carta. Gli aiuti e l’accoglienza che spetterebbero di diritto ai rifugiati politici sono carenti o addirittura assenti per l’impossibilità (o la mancanza di attenzione) del Paese ospitante di provvedere ai loro bisogni. Rifugiati politici e immigrazione clandestina sono, oggi come oggi dei temi particolarmente forti nel nostro paese, soprattutto con i continui sbarchi di clandestini. L’Italia ancora arranca alla ricerca di una soluzione adeguata alle necessità non solo degli stessi rifugiati ma anche dei cittadini italiani, costretti a condividere con loro condizioni di difficoltà sociale. Sotto pressione sono le capacità di accoglienza per i rifugiati politici, i quali dopo aver ottenuto la protezione dello Stato e il conseguente permesso di soggiorno con lo “status di rifugiato”, hanno principalmente bisogno della messa in atto di questi diritti. Lo Stato, invece, sembra lasciare gli immigrati abbandonati a se stessi e in precarie condizioni di vita. In questo quadro non certamente confortante si inserisce, in maniera positiva, l’iniziativa avviata dal comune di Cerchiara di Calabria che di recente ha presentato un progetto al Ministero dell’Interno, destinato al completamento della “Casa per rifugiati politici”. Nei giorni scorsi il comune guidato dal sindaco, Antonio Carlomagno, ha ricevuto la confortante notizia che da Roma giungeranno ulteriori 411 mila euro proprio per poter effettuare i lavori programmati e che consentiranno la piena funzionalità della struttura. «Cerchiara – afferma Carlomagno – vede finanziato il proprio “Progetto Sprar – Triennio 2014-2016” a favore dei cittadini stranieri richiedenti asilo politico e titolari di protezione internazionale, per un totale di 15 persone. Oltre al Pon Sicurezza – aggiunge – che ha finanziato la costruzione, in località Portieri, della Casa per rifugiati politici intitolata al compianto Nelson Mandela, ecco arrivare anche i fondi necessari a completare ed avviare la struttura e metterla a disposizione dei suoi 15 ospiti. Una scelta etica e di investimento sociale e culturale che fa onore alla nostra comunità che intende dare, in modo convinto e concreto, il proprio contributo nei confronti dei tanti profughi che, molto spesso, con bambini in tenera età al loro seguito, arrivano nel nostro Paese costretti a fuggire dalla propria nazione a causa di persecuzioni politiche e/o etniche e di situazioni di guerra, di fame e di miseria». p. p.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

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