10 ore fa:Comunali, Rimoli regna e Chiarello cade. Castrovillari verso il ballottaggio
12 ore fa: Period Poverty e dignità mestruale: dall’Alto Ionio una mobilitazione per i diritti e l’inclusione
12 ore fa:Morano Calabro pronta ad ospitare la 21^ Festa della Bandiera il 29 e 30 maggio
11 ore fa:“Chiara e Francesco”, amore e libertà sul palco: il musical torna il 12 giugno a Corigliano
13 ore fa:Les jeux sont faits, chiuse le urne e c'è già una notizia: più gente al voto
11 ore fa:Taekwondo Draghi Rossano, otto medaglie al torneo regionale dei più piccoli
15 ore fa:“Oltre”, moda e inclusione nel carcere di Castrovillari nel nome di Jole Santelli
16 ore fa:Successo per i Campionati Junior di Matematica all’I.C. 2 Rossano
10 ore fa:Turismo sportivo, Tavernise apre il confronto: «I tornei facciano vivere la città, non solo gli impianti»
15 ore fa:Il Parco Nazionale della Sila ospita il secondo meeting del progetto Natures

Carabinieri Forestale, sotto sequestro depuratore consortile Valle Crati

1 minuti di lettura
Eseguite dai Carabinieri Forestale sei misure cautelari nell'ambito del sequestro preventivo del depuratore consortile Valle Crati sito in c.da Coda di Volpe in Rende (CS). Il NIPAAF di Cosenza con il supporto di militari delle Stazioni Carabinieri Forestali e del Comando Provinciale di Cosenza, hanno questa mattina dato esecuzione al decreto; emesso dal GIP del Tribunale di Cosenza, su richiesta della Procura della Repubblica di Castrovillari. Le misure hanno raggiunto gli operai dell’Impianto, il loro coordinatore e il direttore dell’impianto. Tutti e sei dovranno rispondere per il delitto di inquinamento ambientale, a seguito dello sversamento di liquami non depurati nel fiume Crati. L’operazione è scaturita nei mesi scorsi da un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Cosenza. Le indagini, condotte mediante intercettazioni telefoniche e videosorveglianza, hanno permesso di accertare che gli indagati, in concorso tra loro, dipendenti della Geko Spa, società incaricata della gestione dell’impianto di depurazione, scaricavano illegalmente un ingente quantitativo di liquami  direttamente nel fiume Crati.
CARABINIERI FORESTALE, CONFERMATO LIVELLO DI COMPROMISSIONE AMBIENTALE
Gli operai, seguendo le direttive impartite, usando due bypass, uno generale in testa all’impianto e uno posto a monte della sezione ossidativa, sversavano ripetutamente quantitativi di liquami; senza effettuare alcun tipo di trattamento depurativo. Lo sversamento ha provocato una compromissione e un deterioramento, significativo e misurabile, delle acque del Fiume Crati e del relativo ecosistema. Alterandone composizione chimica, fisica e batteriologica nonché l’aspetto e l’odore. Durante alcuni controlli, gli stessi operanti nell’impianto, hanno nascosto la modalità illecita della gestione del depuratore; simulando il normale funzionamento della linea depurativa, per poi, una volta terminato il controllo, azionando il sistema illecito, ritornare a scaricare direttamente nel fiume; consapevoli che alcune sostanze non fossero in linea con i valori tabellari previsti dalla normativa. E falsificando inoltre gli esiti delle analisi inviate alla Provincia di Cosenza. Il livello di compromissione ambientale è stato confermato dai dati dell’Arpacal. Che evidenziano come il livello di escherichia coli nel punto di sversamento è superiore di quasi cento volte rispetto a quello misurato più a monte. Molto alti anche i paramenti relativi all’azoto ammoniacale, tensioattivi anionici B.O.D. e C.O.D. L’impianto dopo il sequestro è stato affidato ad un custode giudiziario nominato dal Gip, il quale ha ricevuto incarico di gestirlo senza causare alcuna interruzione del servizio. I particolari di tale operazione sono stati questa mattina resi noti durante una conferenza stampa tenuta presso la Procura della Repubblica dal Procuratore della Repubblica, Dott. Mario Spagnuolo.
Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.