Cariati, il 4 novembre che restituisce un volto ai caduti: «Dietro ogni nome c’è una vita»
La cerimonia ha unito il ricordo nazionale alle storie della comunità: da Francesco Graziano, morto prima dei 18 anni, ai militari senza nome ritrovati sulla spiaggia di Santa Maria nel 1943. Presenti le scuole, le autorità e le Forze dell’Ordine
CARIATI – I nomi sono incisi sul Monumento ai Caduti, ma ciascuno racconta una vita interrotta, una famiglia in attesa, un futuro spezzato dalla guerra. Nel 4 novembre celebrato a Cariati, la memoria nazionale è passata anche dalle vicende dei giovani partiti dal paese e mai tornati. «Dietro ciascuno di quei nomi c’è una vita, ci sono degli affetti, ci sono sogni e speranze spezzati dalla guerra», ha ricordato il sindaco Cataldo Minò.
La commemorazione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate si è svolta ieri, 4 novembre, con una messa nella Concattedrale di San Michele Arcangelo e la successiva deposizione di una corona d’alloro al Monumento ai Caduti. Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili e militari, rappresentanti delle Forze dell’Ordine, associazioni e studenti.
Il sindaco ha richiamato alcune storie della comunità, come quelle di Francesco Graziano, morto prima di compiere 18 anni, e di Domenico Graziano, caduto a 22 anni in Friuli Venezia Giulia. Ha ricordato anche i militari senza nome ritrovati il 15 marzo 1943 sulla spiaggia di Santa Maria, dopo le operazioni belliche nel Golfo di Taranto. I loro corpi furono accolti e sepolti nel cimitero cittadino; nel 2000 i resti di uno di loro furono trasferiti ai piedi del Monumento ai Caduti, dove è ricordato come Milite Ignoto.
«Cariati seppe offrire a quei giovani dispersi rispetto e una degna sepoltura», ha detto Minò. «Il Milite Ignoto rappresenta tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita. Il momento dell’appello è un gesto di riconoscenza, ma anche un impegno a custodire la memoria».
Alla messa, concelebrata da don George Viju e don Onofrio Farinola, hanno preso parte gli alunni della quinta primaria e delle classi prime e seconde della scuola secondaria di primo grado di Cariati Centro, insieme agli studenti dell’IIS di Cariati, accompagnati dalla dirigente scolastica Sara Giulia Aiello. Nel suo intervento, la dirigente ha sottolineato il valore educativo della memoria e il ruolo delle nuove generazioni nelle occasioni di riflessione civile. Presente anche il comandante della Stazione dei Carabinieri, Luca Di Santo.
Il corteo ha raggiunto il monumento per il raccoglimento e la deposizione della corona, accompagnati dalle note del “Silenzio”. La comandante facente funzione della Polizia municipale, Patrizia Marino, ha letto i nomi dei caduti cariatesi. Un appello che ha riportato la commemorazione alle storie individuali e al significato della pace, richiamato dal sindaco: «Non è scontata e non è soltanto assenza di guerra. Si costruisce ogni giorno attraverso il rispetto, il dialogo, la solidarietà e il riconoscimento della dignità di ogni persona».