Olio sotto i 4 euro e agrumi stritolati dalla Spagna: la crisi agricola attanaglia la Sibaritide
Il consigliere comunale Davide Papasso denuncia il crollo dei prezzi di vendita e i rincari record delle materie prime: «Senza un sostegno strutturale alla filiera, a rischio l'identità e l'economia del nostro territorio»
CASSANO - Un costo della produzione schizzato alle stelle che non trova alcun riscontro nei prezzi di vendita riconosciuti ai produttori. La nuova campagna olivicola e la stagione agrumicola si aprono nella Sibaritide con contorni fortemente preoccupanti, tracciando uno scenario d'affanno che rischia di mettersi di traverso alla tenuta economica e sociale delle aziende agricole locali.
A lanciare un accorato grido d'allarme è Davide Papasso, consigliere comunale di Cassano all'Ionio, che accende i riflettori su una crisi strutturale diventata ormai insostenibile per gli agricoltori del territorio. I primi segnali di mercato per la campagna olearia tratteggiano quotazioni al ribasso che, per l'olio convenzionale, stenterebbero a superare la soglia minima dei 4 euro al chilogrammo, mentre il biologico si posizionerebbe poco sopra. Numeri che, sommati al caro carburanti, all'impennata dei costi per i concimi e le lavorazioni, oltre alla storica e cronica difficoltà nel reperire manodopera qualificata, rischiano di soffocare le imprese.
Non va meglio sul fronte agrumicolo. Le clementine e le varietà precoci, che da sempre rappresentano una boccata d'ossigeno e una risorsa fondamentale per la Piana di Sibari, soffrono quest'anno la spietata concorrenza del prodotto spagnolo sui mercati nazionali ed europei, con un inevitabile effetto calmiere sui prezzi che azzera i margini di guadagno per le aziende calabresi.
«L'agricoltura rappresenta un pilastro fondamentale per Cassano all'Ionio, per la Sibaritide e per l'intera Calabria — sottolinea Davide Papasso —. Olivicoltura e agrumicoltura non sono soltanto comparti produttivi, ma costituiscono un patrimonio economico, sociale, occupazionale e paesaggistico che va tutelato con politiche di sostegno concrete. Dare attenzione all'agricoltura significa dare attenzione al futuro delle nostre comunità».
Il rischio che la terra smetta di essere fonte di reddito dignitoso per trasformarsi in una condanna economica è reale, e la politica locale chiama le istituzioni sovraordinate ad assumersi la responsabilità di risposte non più rinviabili.
Perché quando si spegne la voce di chi coltiva la terra, a rimanere al buio è l'intera comunità che da quella terra trae origine e sostentamento.