Operazione Ginestra, Stasi parla per un'ora davanti al Gip
Dopo l'interrogatorio di garanzia depositata una memoria difensiva e presentata istanza al Riesame: si attendono le decisioni del Gip e la data dell'udienza davanti al Tdl
CATANZARO - Fiduciosa attesa. È questo l’atteggiamento esternato sotto la pioggia battente che lunedì ha colpito Catanzaro dagli avvocati Maurizio Minnicelli e Mauro Mitidieri che difendono il sindaco Flavio Stasi rimasto impigliato nelle maglie dell’operazione antimafia “Ginestra” a conclusione dell’interrogatorio di garanzia durato quasi un’ora.
I legali hanno anche fatto sapere che già nella serata di lunedì hanno depositato in via telematica una memoria difensiva scritta direttamente da Stasi in cui sono riportati documenti, fatti e circostanze che denotano una azione amministrativa improntata al contrasto netto della criminalità organizzata, nonché al blocco di ogni tentativo di infiltrazione mafiosa in ogni sua espressione. Contestualmente è stata presentata anche istanza al Tribunale della Libertà.
Si attende ora la fissazione dell’udienza dinnanzi al Tdl e fino a questo momento non si ha una data ufficiale, anche se si presume che dovrebbe arrivare nel giro di una settimana. Ma c’è attesa anche per le decisioni del Gip Fabiana Giacchetti dopo l’interrogatorio in cui Stasi ha risposto ad ogni domanda, ampliando la riflessione in un contesto in cui, per come evidenziato dai legali, ha spaziato su più aspetti del suo agire da primo cittadino.
Il Gip, anche dopo aver preso visione di quella che è la memoria difensiva depositata, dovrà decidere se confermare o revocare la misura restrittiva degli arresti domiciliari. Una decisione che si ricorda è indipendente da quanto si discuterà e deciderà dinanzi al Tdl.
Al momento Stasi è sottoposto da mercoledì scorso alla misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e deve rispondere del reato di voto scambio politico-mafioso. Il Gip deve anche esprimersi sulle posizioni dei restanti 40 soggetti coinvolti nella operazione tra cui anche il consigliere di opposizione Pietro Lucisano e alcuni tra i soggetti più pericolosi della criminalità locale.