Campus Unical nella bufera: buio, paura e sicurezza negata tra la scomparsa di Rahel e la tragedia sul Ponte Bucci
L'Osservatorio Regionale delle Povertà e chiama a raccolta le istituzioni dopo il dramma della studentessa ventottenne e la morte del giovane di ventisei anni: servono interventi immediati su illuminazione, bus notturni e videosorveglianza
Il campus di Arcavacata non è più un’isola sicura. A ridosso di settimane segnate dall'angoscia per la scomparsa di Rahel Gebre, la studentessa di ventotto anni iscritta a Chimica svanita nel nulla dallo scorso diciannove ottobre, e dal dolore per la morte del giovane di ventisei anni precipitato nel vuoto dal Ponte Pietro Bucci nella notte tra il trentuno ottobre e il primo novembre – su cui la Procura di Cosenza sta facendo luce – si leva forte la denuncia dell’Osservatorio Regionale delle Povertà. Al centro del j’accuse ci sono le voragini strutturali e la totale inadeguatezza della sicurezza all’interno e all’esterno dell’area universitaria di Rende, dove i collegamenti tra il Polifunzionale, i laboratori e i quartieri residenziali si trasformano regolarmente in trappole al buio per centinaia di ragazze e ragazzi.
Le testimonianze raccolte tra la popolazione studentesca restituiscono una mappa del rischio fatta di percorsi isolati, sentieri non illuminati e zone d’ombra dove il diritto allo studio cede il passo alla paura di molestie e aggressioni nelle ore serali. Un cortocircuito di incuria che ha spinto il coordinatore Antonio Belmonte a pretendere risposte concrete dalla governance dell’Unical, dalle istituzioni locali e dagli enti gestori della viabilità, invocando l'apertura immediata di un tavolo tecnico per sbloccare cinque punti non più eludibili: dal ripristino urgente dell’illuminazione pubblica lungo le arterie pedonali alle colonnine SOS con videosorveglianza capillare, dall’attivazione di un servizio continuativo di Night Bus e navette protette per i collegamenti con Cosenza e Rende fino a un pattugliamento integrato delle forze dell'ordine e alla promozione di reti di accompagnamento tra pari come l'iniziativa Safe Walk.
Nel frattempo, non si attenuano le ricerche di Rahel, con l'invito rivolto all'intera comunità di condividere le informazioni e segnalare qualsiasi dettaglio utile al 112 o alla redazione della trasmissione Chi l'ha visto?. Perché quando un grande presidio formativo e umano si ritrova a fare i conti con il buio materiale e morale, la risposta non può più essere affidata al caso o al silenzio.