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Assunti per la raccolta, respinti in banca: Florea denuncia gli ostacoli agli stagionali UE nella Sibaritide

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CORIGLIANO-ROSSANO - Hanno un contratto per lavorare nei campi, ma incontrano difficoltà nell’aprire un conto sul quale ricevere lo stipendio. È il paradosso denunciato dalla mediatrice culturale Carmen Florea, che segnala ostacoli nell’accesso ai servizi bancari per i lavoratori stagionali comunitari a Corigliano-Rossano.

Al centro della testimonianza c’è una coppia di cittadini romeni che, secondo Florea, dispone di documento d’identità valido per l’espatrio, codice fiscale, contratto di lavoro e iscrizione al Servizio sanitario nazionale.

Il primo tentativo in una filiale si sarebbe fermato davanti alle difficoltà linguistiche. I lavoratori sarebbero quindi tornati accompagnati da una traduttrice e interprete iscritta all’albo del Tribunale di Castrovillari. Anche in quella circostanza, riferisce la mediatrice, l’apertura non sarebbe stata completata: l’operatore avrebbe comunicato la necessità di consultare l’ufficio legale sull’assistenza dell’interprete.

Ulteriori tentativi presso altre filiali avrebbero incontrato un diverso ostacolo: la richiesta di una carta d’identità italiana. Si tratta della ricostruzione fornita da Florea, che non indica gli istituti coinvolti né riporta risposte scritte delle banche.

La denuncia pone un problema concreto: l’esclusione dagli strumenti di pagamento può rendere più vulnerabile chi arriva per un lavoro stagionale. Secondo la mediatrice, queste difficoltà rischiano di favorire pagamenti irregolari e condizioni di dipendenza. Un rischio che va distinto dall’accertamento di specifici episodi di sfruttamento.

Sul piano delle regole, è fondamentale distinguere un conto corrente ordinario dal conto di base. La Banca d’Italia chiarisce che non esiste un diritto generalizzato e incondizionato all’apertura di qualsiasi conto; il conto di base offre invece servizi essenziali ed è accessibile ai consumatori legalmente soggiornanti nell’Unione europea, nel rispetto dei requisiti e degli obblighi antiriciclaggio.

Negli orientamenti del 5 agosto 2026, la stessa autorità ha richiamato gli intermediari a rimuovere gli ostacoli ingiustificati all’accesso. Le indicazioni sottolineano la necessità di evitare discriminazioni legate alla provenienza, alla situazione economica o alla tipologia di documento presentato e di svolgere le valutazioni antiriciclaggio caso per caso.

Il diritto riguarda dunque uno specifico prodotto: non equivale all’obbligo di concedere qualsiasi carta prepagata con IBAN. Per valutare gli episodi denunciati occorre chiarire quale servizio sia stato richiesto e quali motivazioni abbiano determinato il mancato accesso.

In caso di rifiuto del conto di base, è prevista una comunicazione scritta e gratuita, con le ragioni del diniego, al più tardi entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta, salvo i limiti previsti dalla normativa. Sono disponibili strumenti di tutela come il reclamo all’intermediario, l’esposto alla Banca d’Italia e il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

«Rifiutare un IBAN a un cittadino UE - conclude Florea - con un contratto regolare non è 'tutela legale' delle banche; è una discriminazione istituzionale che danneggia l'agricoltura, favorisce l'illegalità e calpesta le stesse normative di vigilanza dello Stato».

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.