Statale 106, Mupo rassicura: primi cantieri Sibari-Coserie in primavera
Mupo fa il punto: primo tratto del terzo megalotto aperto tra fine 2026 e inizio 2027, progettazione in corso sulla Sibari-Coserie e sui nuovi lotti della Ionica. La Sila-Mare procede verso la riapertura
CORIGLIANO-ROSSANO - La trasformazione della viabilità calabrese procede su più fronti, ma deve ancora misurarsi con ostacoli concreti che riguardano soprattutto l'approvvigionamento dei materiali (che arrivano con difficoltà), i costi aumentati, le progettazioni complesse e un territorio lungo il quale la fragilità geologica condiziona la costruzione e la gestione delle infrastrutture. Nel quadro tracciato dall’ingegnere Luigi Mupo, responsabile della struttura territoriale Anas Calabria, intervenuto ieri a L'ECOnfessioni, convivono opere prossime all’apertura, nuovi cantieri attesi in primavera e interventi il cui completamento resta legato alla disponibilità delle risorse.
Le notizie principali riguardano la statale 106: per il terzo megalotto Sibari-Roseto, lungo complessivamente 38 chilometri, l’orizzonte indicato per l’apertura dell’intero tracciato è il 2027, con la possibilità di uno slittamento al 2028. Sulla Sibari-Coserie, invece, le prime lavorazioni potrebbero partire nella primavera successiva all’intervista, anche attraverso l’approvazione progressiva di parti del progetto esecutivo. Più vicina la riapertura del viadotto sulla Sila-Mare, annunciata per la seconda decade di novembre, accompagnata però da un’avvertenza: il ripristino del collegamento non esaurisce gli interventi necessari a ridurre i rischi lungo la strada.
Terzo megalotto, il problema del bitume e le scadenze da rivedere
Sul collegamento Sibari-Roseto, Mupo riconosce innanzitutto il mancato rispetto delle previsioni formulate in precedenza. «Devo scusarmi perché nella precedente intervista avevo prospettato delle tempistiche che poi, purtroppo, sono state disattese», afferma. A pesare sono stati il caro-materiali e, più recentemente, le difficoltà di reperimento del bitume. Una criticità che ha inciso proprio sulla fase conclusiva delle lavorazioni stradali. «I fornitori hanno avuto difficoltà nell’approvvigionamento del bitume, al di là dei costi che sono notevolmente lievitati. È questo il motivo per cui siamo fortemente rallentati nella posa delle pavimentazioni», spiega il responsabile di Anas Calabria.
Per il primo tratto, i lavori sono arrivati alla stesura degli ultimi strati. «Dobbiamo posare soltanto il tappeto drenante, che è sostanzialmente l’ultimo strato della pavimentazione, poi realizzare la segnaletica e aprire al traffico». Anche il maltempo, riferisce Mupo, ha interferito con il programma delle attività. L’obiettivo è rendere percorribile una prima porzione del tracciato tra la fine dell’anno e l’inizio del 2027.
Sul resto dell’opera, il cantiere continua ad avanzare. «Abbiamo completato lo scavo di tutte le gallerie e stiamo completando il varo dei viadotti», riferisce Mupo. Per l’apertura complessiva, tuttavia, il calendario conserva un margine di incertezza: «Con i ritardi che ci sono stati, non è escluso che avremo qualche ulteriore mese di ritardo. Se non riusciremo ad aprire l’intero lotto entro il 2027, sicuramente nel 2028 potremo aprire al traffico l’intera tratta».
Sibari-Coserie, aree acquisite e prime lavorazioni attese in primavera
La nuova fase dell’ammodernamento della Jonica passa dalla Sibari-Coserie, intervento per il quale nel corso dell’intervista viene ricordato anche l'investimento di circa 1,2 miliardi di euro. Sul versante delle aree necessarie ai lavori, Mupo indica un passaggio già concluso: «Abbiamo completato l’immissione in possesso di tutte le aree che serviranno a realizzare le opere». Prosegue, intanto, la progettazione esecutiva affidata agli aggiudicatari attraverso la formula dell’appalto integrato, con gara avviata sulla base del progetto di fattibilità tecnico-economica.
Per il primo lotto, spiega, Webuild ha consegnato il progetto «cosiddetto di fase A», necessario ad avviare il percorso di ottemperanza alle prescrizioni contenute nel decreto di valutazione di impatto ambientale. Per il secondo, la progettazione viene descritta come avanzata, con una percentuale indicativa del 70-80%. Accanto agli elaborati tecnici devono procedere le attività preliminari sul territorio. «Stiamo per avviare - dice - la bonifica dagli ordigni bellici, che dovrà svolgersi parallelamente a queste fasi di progettazione», annuncia Mupo. Sono previste inoltre indagini archeologiche richieste dalle prescrizioni della Soprintendenza.
La previsione è che questi passaggi consentiranno di arrivare alle prime attività di cantiere nella primavera del 2027. «Penso che anche questi due lotti potranno vedere le prime fasi lavorative, insieme ai restanti lotti più a sud», afferma. Interpellato sul ritardo accumulato dalla Sibari-Coserie rispetto agli interventi nell’area tra Crotone e Catanzaro, il responsabile territoriale risponde: «Sì, abbiamo recuperato, perché i progetti degli aggiudicatari sono praticamente in corso di perfezionamento».
Approvazioni per stralci per anticipare i cantieri
Per accorciare l’attesa, Anas punta alla possibilità di avviare progressivamente le lavorazioni, senza attendere l’approvazione dell’intero progetto esecutivo. «Attraverso i poteri commissariali credo sia possibile avviare gli interventi per stralci costruttivi», spiega Mupo. L’intenzione è procedere con le parti che saranno validate e condivise dalle strutture specialistiche di Anas, chiamate a svolgere le relative istruttorie.
Alla domanda se questo possa tradursi in un’“opera spezzatino”, l’ingegnere precisa la funzione della scelta: consentire l’avanzamento delle attività eseguibili mentre viene completato il percorso progettuale.
«L’approvazione del progetto esecutivo è, per sua natura, un percorso particolarmente complesso. Lo vediamo nel tratto più a sud, tra Crotone e Catanzaro, dove ancora non siamo riusciti a chiudere e approvare i progetti esecutivi», osserva. L’avvio progressivo, aggiunge, «ci consente da un lato di iniziare le attività lavorative e dall’altro di completare la progettazione». Il risultato atteso è anticipare l’esecuzione delle opere attraverso l’approvazione delle singole parti già mature.
Sila-Mare, apertura del viadotto nella seconda decade di novembre
Sulla Sila-Mare, la notizia più immediata riguarda il viadotto destinato a ripristinare la continuità del collegamento verso Longobucco. «Pensiamo di aprirlo al traffico nella seconda decade di novembre», annuncia Mupo. Le prove di carico sono state eseguite e la pavimentazione è stata realizzata. Restano da completare le dotazioni necessarie all’apertura: «Dobbiamo montare le barriere e i giunti. È un’attività che richiederà una decina di giorni, dopodiché potremo aprire al traffico».
L’intervento segue il crollo del viadotto Ortiano 2, avvenuto nel 2023. Mupo ripercorre le tappe successive: nel 2024 l’affidamento dell’opera, dopo una progettazione elaborata rapidamente, quindi la costruzione del nuovo viadotto. Anche qui, sostiene, la disponibilità dei materiali ha condizionato i tempi. «Abbiamo registrato ritardi nell’approvvigionamento dell’acciaio», spiega, richiamando le difficoltà incontrate dall’impresa per la carpenteria delle strutture.
Il responsabile di Anas riconosce il peso dell’attesa sulle comunità: «Il disagio è stato significativo, lo capisco. È comprensibile che il territorio si sia lamentato per le lungaggini. Potevamo fare prima, ma nel complesso, in due anni dalla consegna dei lavori, abbiamo realizzato un viadotto nuovo».
La riapertura del viadotto si inserisce, però, in un quadro più complesso. Il tracciato del'infrastruttura attraversa un territorio che richiede ulteriori interventi di mitigazione del rischio. «Questa strada attraversa un contesto geomorfologico e geologico particolarmente complesso», sottolinea Mupo. Dopo la presa in carico della strada, Anas ha approfondito, attraverso una serie di indagini, le condizioni strutturali delle opere presenti lungo il percorso e ha pianificato con la Regione interventi di mitigazione.
Finché tali lavori non saranno realizzati, la gestione della viabilità dovrà tenere conto delle condizioni meteorologiche. «Non è da escludere che, per particolari situazioni climatiche, si possa prevedere anche la chiusura temporanea per garantire la pubblica incolumità», avverte.
È una precisazione che accompagna esplicitamente l’annuncio della riapertura: «È bene che si sappia: con particolari allerte meteo, l’infrastruttura potrebbe essere interdetta al transito per il periodo strettamente necessario al declassamento dell’allerta».
Il nuovo viadotto consentirà quindi di ripristinare il collegamento, mentre resta da completare il programma di interventi sul contesto attraversato dalla strada. «È un territorio che merita attenzione e dobbiamo ancora realizzare questi interventi insieme alla Regione», conclude Mupo.
A2, tecnologia e ammodernamento: la priorità Cosenza-Altilia
Sull’autostrada del Mediterraneo, il percorso di innovazione passa dallo sviluppo della smart road e dalla possibilità di fornire informazioni tempestive a chi viaggia. Mupo la descrive come «un’autostrada intelligente, interconnessa con l’utente», capace di segnalare le condizioni di pericolo lungo il percorso. Tra i passaggi recenti cita l’apertura della Green Island di Montalto, definita «un centro di controllo tecnologico dal quale riusciamo a monitorare le condizioni degli impianti, delle gallerie e della viabilità in generale».
L’evoluzione tecnologica si affianca alla necessità di intervenire sui tratti che non hanno beneficiato dei grandi lavori di ammodernamento. Tra questi, Mupo indica come particolarmente urgente quello compreso tra Cosenza e Altilia.
«Lo ritengo uno dei tratti prioritari sui quali dobbiamo cercare di intervenire», afferma. A renderlo più problematico sono le caratteristiche del percorso, rispetto ad altre sezioni ancora da ammodernare: «Il tratto tra Cosenza e Altilia è un po’ più problematico, come tutti sapete».
Per la viabilità calabrese si apre dunque una fase decisiva. Per ora restano le scadenze indicate da Mupo, alcune già corrette rispetto agli annunci precedenti, altre da verificare attraverso il monitoraggio civico sul quale manterremo alta l'attenzione.