Frecciarossa Sibari-Bolzano, nasce un comitato: «La fascia jonica non perda il collegamento»
Associazioni, sindacati e cittadini riuniti dopo l’assemblea del 22 ottobre a Corigliano centro storico. Appello a Occhiuto e Gallo contro lo stop annunciato e richiesta di soluzioni che garantiscano la mobilità durante i lavori
CORIGLIANO-ROSSANO - Difendere il collegamento ferroviario significa tutelare anche la possibilità di tornare in famiglia, raggiungere il lavoro e mantenere relazioni tra territori lontani. Con questo obiettivo si è costituito un comitato cittadino contrario alla soppressione del Frecciarossa Sibari-Bolzano, al termine dell’assemblea pubblica tenutasi il 22 ottobre a Corigliano centro.
Al comitato hanno aderito associazioni, sindacati e cittadini, che chiedono al presidente della Regione Roberto Occhiuto e all’assessore ai Trasporti Gianluca Gallo di salvaguardare il servizio e assicurare collegamenti adeguati alla fascia jonica.
Nella nota, i promotori riferiscono di uno stop prospettato intorno al 13 dicembre, collegato ai lavori della galleria Santomarco. Una scadenza che contestano anche per la vicinanza alle festività natalizie e ai rientri di chi vive fuori regione.
Il comitato richiama un video dell’assessore Gallo nel quale, secondo la propria ricostruzione, sarebbe stata annunciata la soppressione del collegamento e indicata la prospettiva di un futuro servizio verso Milano e Torino. Un’ipotesi che i promotori non considerano una risposta sufficiente alle esigenze attuali.
La richiesta è individuare soluzioni alternative durante i lavori, anche attraverso servizi sostitutivi sul tratto interessato, evitando che l’interruzione infrastrutturale comporti la perdita del collegamento a lunga percorrenza.
A sostegno del proprio appello, il comitato cita una risposta di Trenitalia all’interrogazione del consigliere provinciale di Trento Zanella. Nel passaggio riportato, l’azienda attribuisce alla Regione Calabria, quale committente e finanziatrice del collegamento, le valutazioni sulle destinazioni, sulle fermate, sugli orari e sull’assetto dell’offerta per la tratta oggetto di contribuzione.
Il comitato interpreta questa risposta come conferma della responsabilità regionale nella scelta contestata. Il testo citato, tuttavia, richiama le competenze della Regione nella programmazione del servizio e non contiene, nel passaggio fornito, un’esplicita richiesta di soppressione.
I promotori annunciano iniziative anche nelle sedi istituzionali e chiedono che le decisioni tengano conto delle esigenze di un territorio già penalizzato nei collegamenti. Tra le questioni poste figurano la continuità del servizio e la verifica delle risorse necessarie a sostenerlo.
L’appello resta aperto a nuove adesioni. Per il comitato, mantenere il treno significa difendere una possibilità di accesso al resto del Paese, con ricadute sul lavoro, sul turismo e sulla vita quotidiana delle famiglie.