Quando arriva l'acqua, chi avverte i cittadini? La prevenzione passa anche dall'informazione immediata
Dopo gli allagamenti alla Fiera di Schiavonea torna il problema della sicurezza. In una città di 346 chilometri quadrati, esposta ad alluvioni ed esondazioni, manca una rete pubblica e diffusa di allertamento visivo e intelligente
CORIGLIANO-ROSSANO – Immaginate di arrivare a Schiavonea per la tradizionale Fiera di novembre. Il cielo minaccia pioggia, le bancarelle sono montate e centinaia di persone si muovono tra gli espositori. Poi arriva il temporale. Le strade cominciano ad allagarsi, l'acqua invade gli spazi della fiera e quello che doveva essere un momento di commercio e socialità si trasforma in una corsa a mettere al riparo persone e merci.
È quanto accaduto tra l'1 e il 2 novembre sul lungomare di Schiavonea, dove gli allagamenti hanno compromesso l'attività di numerosi ambulanti, provocando proteste e richieste di risarcimento.
Ma questa vicenda pone una questione che va ben oltre la manutenzione delle caditoie, l'efficienza delle pompe idrovore e la capacità di smaltimento delle acque piovane.
In una città che conosce perfettamente i propri rischi idrogeologici, quanto tempo passa tra l'individuazione di un pericolo e il momento in cui quel pericolo viene comunicato direttamente alle persone che potrebbero subirne le conseguenze?
È una domanda che meriterebbe una risposta precisa. Perché esiste un livello di sicurezza che non richiede necessariamente anni di progettazione, cantieri milionari o grandi opere pubbliche. È quello dell'informazione preventiva, immediata e capillare.
Una città immensa, dove il maltempo non è uguale per tutti
Corigliano-Rossano si estende per circa 346 chilometri quadrati. Un territorio vastissimo, che dalla costa jonica risale verso le colline e le montagne della Sila Greca, attraversato dal fiume più importante (e fragile) della Calabria (il Crati) e da torrenti impetuosi (tra questi il più impetuoso della regione che è il Trionto!), insieme a una fitta rete di canali di scolo.
Una conformazione che rende particolarmente complessa la gestione delle emergenze meteorologiche.
Può piovere violentemente a Schiavonea mentre a Rossano Scalo le precipitazioni sono modeste. Un temporale può investire il bacino di un torrente nelle aree interne e produrre conseguenze più a valle, dove magari non sta piovendo affatto.
Per questo una generica comunicazione di allerta meteorologica, pur indispensabile, potrebbe non essere sufficiente a rappresentare tutte le criticità locali.
Chi attraversa la città, frequenta un mercato, percorre una strada o raggiunge una zona costiera dovrebbe poter conoscere tempestivamente le condizioni di rischio in tempo reale.
Non soltanto attraverso i social network, le applicazioni telefoniche o i siti istituzionali, ma attraverso un sistema pubblico di informazione visiva capace di raggiungere immediatamente le persone nei luoghi in cui si trovano.
Il precedente che non possiamo dimenticare
Il 12 agosto 2015 la grande alluvione che investì Corigliano e Rossano lasciò una ferita profonda nel territorio. Secondo la ricostruzione del CNR, nell'arco dell'evento furono registrati fino a 408 millimetri di pioggia alla stazione di Corigliano, con esondazioni, strade devastate e centinaia di persone evacuate.
Da allora le criticità non sono scomparse.
Nel novembre 2020 e nel novembre 2022 altri eventi alluvionali hanno colpito il territorio. Nel novembre 2023 nuovi allagamenti hanno interessato l'area urbana di Rossano, mentre nel gennaio 2026 il passaggio del ciclone Harry ha riportato l'attenzione sulle vulnerabilità della fascia costiera.
Una successione di episodi catastrofici che dimostra come il problema non possa essere affrontato soltanto dopo ogni emergenza.
Nel febbraio 2024 la stessa amministrazione comunale ha approvato uno studio conoscitivo del rischio idrogeologico sull'intero territorio, individuando criticità e interventi necessari su diversi bacini torrentizi, dal Coriglianeto al Citrea. Dunque, il rischio è conosciuto. Le aree vulnerabili sono in buona parte individuate. Gli interventi strutturali sono necessari, ma richiedono risorse e tempi spesso molto lunghi.
Nel frattempo, però, chi protegge le persone attraverso l'informazione?
La tecnologia esiste già. E molte città italiane la utilizzano
Esistono oggi sistemi pubblici di allertamento visivo e intelligente che consentono di comunicare tempestivamente alla popolazione situazioni di rischio meteorologico, emergenze in corso e indicazioni di sicurezza.
Non sono soluzioni futuristiche né tecnologie ancora da sperimentare. Esperienze di questo tipo sono già presenti in diverse realtà italiane, da Genova a Sarzana, da Loano a Spoleto, fino a Montalcino e Monopoli. Tutte aree critiche dal punto di vista idrogeologico.
Amministrazioni diverse, territori differenti, ma una stessa esigenza: rendere l'informazione di Protezione civile più visibile, accessibile e immediata, soprattutto per chi si trova in strada o in luoghi pubblici.
Si tratta di reti tecnologiche che possono integrare avvisi regionali, comunicazioni delle centrali operative e, nei sistemi più evoluti, informazioni provenienti dal monitoraggio locale.
Il principio è semplice: fare in modo che l'allertamento non resti confinato a una comunicazione digitale da cercare, aprire e leggere, ma diventi un'informazione pubblica che raggiunge direttamente le persone.
Un'informazione che può essere aggiornata rapidamente, differenziata per zone e accompagnata da indicazioni comprensibili sui comportamenti da adottare. Non si tratta di prevedere con assoluta certezza dove cadrà ogni temporale. Si tratta di trasformare le informazioni disponibili in avvertimenti immediatamente comprensibili e utilizzabili dai cittadini.
Schiavonea, il laboratorio di una sicurezza possibile
Pensiamo proprio a Schiavonea. La sua particolare conformazione altimetrica, con aree depresse e criticità nel sistema di drenaggio, rende alcune zone particolarmente esposte agli allagamenti.
In determinate condizioni di pioggia intensa e mareggiata, il deflusso delle acque diventa ancora più problematico. Eppure Schiavonea non è un luogo isolato. Il borgo marinaro è uno dei principali centri di aggregazione della città,un polo commerciale e turistico, attraversato quotidianamente da migliaia di persone e frequentato in occasione di manifestazioni ed eventi pubblici.
Immaginiamo allora una rete comunale di allertamento smart che, attraverso dispositivi informativi visivi distribuiti nei punti più vulnerabili, possa comunicare tempestivamente l'aggravarsi delle condizioni meteorologiche, segnalare situazioni di pericolo o fornire indicazioni sui percorsi da evitare. Una rete capace - soprattutto - di distinguere le criticità di Schiavonea da quelle di Rossano Scalo, dell'area urbana di Corigliano, delle contrade pedemontane o dei centri abitati attraversati dai torrenti e dai fiumi.
Non una comunicazione indistinta per tutti, ma un'informazione territorialmente mirata, proporzionata al rischio e aggiornata in base all'evoluzione degli eventi.
Naturalmente un sistema del genere non ferma l'acqua. Non sostituisce un argine, non ripara un collettore e non aumenta la capacità di una rete fognaria insufficiente. Sia chiaro! Ma può contribuire a evitare che una persona imbocchi una strada già allagata, che un automobilista attraversi un sottopasso pericoloso o che una folla continui a riversarsi in un'area interessata da una criticità.
Ed è già una forma concreta di prevenzione.
Non basta pubblicare un'allerta: bisogna farla arrivare alle persone
Il sistema di Protezione civile dispone già di bollettini meteorologici, allerte regionali e procedure operative. Ma la vera efficacia della comunicazione si misura nella sua capacità di raggiungere il destinatario giusto, nel momento giusto e nel luogo giusto.
Ecco perché un sistema pubblico di allertamento visivo, invece, potrebbe intercettare direttamente le persone mentre si muovono nello spazio urbano, senza richiedere che siano loro a cercare l'informazione. Sarebbe uno strumento aggiuntivo rispetto agli avvisi tradizionali, alle notifiche telefoniche e alle altre modalità di comunicazione della Protezione civile. Una rete integrata, che avrebbe bisogno di procedure precise, responsabilità operative, personale formato e manutenzione continua.
Ma proprio per questo meriterebbe di entrare nella pianificazione della sicurezza urbana. In un mondo invaso dalla tecnologia, allora, sarebbe opportuno farsi aiutare dalla tecnologia, soprattutto quando di mezzo c'è la vita delle persone