La vendemmia dei bambini tra i filari: l'esperienza del Polo Magnolia nelle cantine Senatore Vini
I piccoli alunni di Corigliano-Rossano hanno vissuto sul campo la magia della raccolta dell'uva e della pigiatura. La direttrice Teresa Pia Renzo: «Scuola e territorio insieme per insegnare le radici e la cultura della nostra terra».
CORIGLIANO-ROSSANO - Le tradizioni non sopravvivono perché vengono soltanto spiegate o lette sui libri. Hanno bisogno di essere vissute, toccate con mano, riconosciute nei gesti e consegnate alla memoria emotiva delle nuove generazioni. La vendemmia, che per secoli ha scandito il ritmo delle famiglie e dell'economia calabrese, custodisce un patrimonio identitario unico fatto di legame con la terra, condivisione e rispetto per i frutti del lavoro. È da questa visione pedagogica che nasce la nuova iniziativa promossa dal Polo Infanzia Magnolia di Corigliano-Rossano, che nei giorni scorsi ha accompagnato un folto gruppo di bambini, insieme ai loro familiari, tra i filari dell'azienda Senatore Vini a Cirò Marina, trasformando la raccolta dell'uva in un'autentica lezione di appartenenza culturale.
Un'esperienza immersiva pensata per restituire ai più piccoli quelle conoscenze che un tempo si trasmettevano spontaneamente all'interno dei nuclei familiari. Accolti da Vito e Raffaele Senatore, titolari di una realtà vitivinicola giunta ormai alla quarta generazione, i piccoli studenti hanno sperimentato la raccolta direttamente nel suo ambiente naturale, toccando i grappoli, coordinando i movimenti e attivando tutti i sensi, dalla percezione della temperatura dell'uva fino al profumo della terra del Crotonese.
«Far conoscere ai bambini le proprie radici non significa limitarsi a raccontare come vivevano i nonni, ma creare occasioni concrete d'incontro con la realtà — spiega la pedagogista e direttrice del Polo Infanzia, Teresa Pia Renzo —. La vendemmia, come la raccolta delle olive, appartiene alla nostra storia familiare. La pedagogia più autentica è quella che permette al bambino di sporcarsi le mani: il corpo diventa strumento di conoscenza e ciò che si sperimenta personalmente acquista un significato profondo». Il laboratorio è poi proseguito a scuola con la pigiatura manuale, l'estrazione del mosto e l'osservazione del processo di fermentazione.
Insegnare la bellezza della propria terra fin dall'infanzia è l'unico modo per formare cittadini consapevoli, capaci domani di custodire e valorizzare il patrimonio della Calabria.