Protezione civile, Corigliano-Rossano aggiorna la mappa dei rischi: ora la parola passa ai quartieri
Mercoledì 16 settembre incontro pubblico alla Cittadella dei Bambini. Cittadini e associazioni saranno chiamati a segnalare vulnerabilità, punti critici e risorse utili nelle emergenze. Sullo sfondo alluvioni, dissesto e rischio idraulico
CORIGLIANO-ROSSANO – Dove si allaga per primo? Quale strada diventa impraticabile quando piove forte? Dove vive una persona fragile che potrebbe avere bisogno di assistenza? Quale spazio può diventare un punto di riferimento durante un’emergenza? Sono informazioni che spesso chi abita un quartiere conosce meglio di qualsiasi carta tecnica.
Ed è proprio da qui che parte l’aggiornamento del Piano comunale di Protezione civile di Corigliano-Rossano, che mercoledì 16 settembre alle 17, alla Cittadella dei Bambini e dei Ragazzi di viale Bruno Buozzi, apre una fase di confronto diretto con cittadini e associazioni.
Insomma, oltre alla presentazione del Piano, il vero obiettivo sarà quello di Non una semplice presentazione del Piano, dunque, ma un tentativo di costruire una mappa condivisa delle vulnerabilità e delle risorse della città, facendo incontrare dati tecnici e conoscenza quotidiana del territorio.
Un Piano nato nel 2024, ora da aggiornare
Corigliano-Rossano si è dotata del nuovo Piano comunale di Protezione civile nel 2024, superando i due vecchi strumenti ereditati dagli ex Comuni.
Quel documento aveva già introdotto una pianificazione unitaria dei principali scenari di rischio: sismico, idraulico, incendi, punti di raccolta, vie di fuga, percorsi dedicati alle persone fragili e immobili utilizzabili durante le emergenze.
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Adesso si entra nella fase di aggiornamento. Durante l’incontro saranno illustrati i principali scenari che interessano il territorio comunale, le aree maggiormente esposte, le modalità di allertamento e il sistema attraverso cui il Comune organizza la risposta alle emergenze.
Ma una parte sostanziale del lavoro sarà dedicata proprio alle segnalazioni di chi vive quotidianamente le diverse zone della città.
Perché la memoria del territorio conta
A Corigliano-Rossano parlare di Protezione civile non è esercizio teorico. Dieci anni dopo l’alluvione del 2015, L’Eco dello Jonio aveva ricostruito come molte criticità idrauliche e idrogeologiche restassero ancora aperte, tra torrenti, aree esposte e interventi non completati.
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E ancora lo scorso febbraio la piena del Crati aveva riacceso l’allarme nelle contrade Thurio e Ministalla, dove gli argini continuano a rappresentare uno dei punti più delicati del territorio.
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È anche per questo che la conoscenza dei residenti può diventare uno strumento utile. Perché una carta individua il rischio generale. Chi vive un luogo può indicare dove quel rischio si manifesta concretamente.
Non soltanto dove sono i problemi, ma anche dove sono le risorse
Il percorso partecipato non servirà soltanto a censire le fragilità. Il Comune vuole individuare anche risorse, punti di riferimento, strutture e caratteristiche dei quartieri che possano essere utili durante un’emergenza.
L’obiettivo più grande, insomma, è mettere insieme le informazioni tecniche con ciò che le comunità conoscono direttamente: accessi, percorsi alternativi, luoghi sicuri, criticità ricorrenti e persone o realtà associative che possono diventare parte della risposta.
Durante l’incontro verranno inoltre spiegate le modalità di allertamento, i comportamenti da adottare e i canali attraverso i quali cittadini e associazioni possono comunicare con il sistema comunale di Protezione civile.