Morte di Domenico Campana, si ricostruisce lo scontro in mare: incaricati due consulenti
Il 25enne originario di Mirto Crosia perse la vita nell’incidente nautico del 14 agosto a Vibo Marina. Un 36enne è indagato per omicidio nautico. Gli esperti dovranno ricostruire dinamica e cinematica dell’impatto
MIRTO-CROSIA - Entra in una fase tecnica l’inchiesta sulla morte di Domenico Campana, il 25enne originario di Mirto Crosia che ha perso la vita nello scontro tra due imbarcazioni avvenuto il 14 agosto nel porto di Vibo Marina.
La Procura di Vibo Valentia ha conferito l’incarico per gli accertamenti al capitano Giuseppe Falcone e all’ausiliario tecnico di elettronica navale Paolo Antonio Galdino. Il loro compito sarà ricostruire dinamica e cinematica dell’incidente.
Secondo quanto finora emerso, l’imbarcazione noleggiata da Campana insieme ad altri giovani sarebbe stata colpita da un gommone condotto da un professionista 36enne residente a Bologna, attualmente indagato per omicidio nautico. La sua posizione resta naturalmente sottoposta al principio di presunzione di innocenza.
Nell’incidente rimasero feriti anche due amici del giovane, Maria Francesca Mazza e Giovanni Beraldi. L’autopsia eseguita il 18 agosto avrebbe individuato nelle gravi lesioni riportate al fianco e alla testa le cause della morte di Campana.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Vibo Valentia, erano partite subito dopo l’incidente con gli accertamenti affidati alla Guardia Costiera di Vibo Valentia e l’acquisizione degli elementi utili, comprese eventuali immagini delle telecamere presenti nell’area.
Anche l’indagato, assistito dagli avvocati Giulia Bongiorno e Simone Romano, ha nominato un proprio consulente, l’ammiraglio Salvatore Carannante. La famiglia Campana, assistita dall’avvocato Giovanni Castagnaro, si è riservata la nomina, così come i due feriti.
Saranno adesso gli accertamenti tecnici a cercare di stabilire come si siano mosse le due imbarcazioni e cosa sia accaduto negli istanti che hanno preceduto l’impatto, passaggio centrale per fare piena luce sulla morte del giovane di Mirto Crosia.