Insiti, il Consorzio mantiene la promessa: riparata la condotta “marcia” sulla SP195 dopo la crisi dell’acqua
L’intervento è stato eseguito oggi, 18 agosto, come annunciato a L’Eco da Giovinazzo e Rotella. Il guasto era uno dei nodi della crisi irrigua di Rossano. Ora resta da ripristinare completamente la carreggiata
CORIGLIANO-ROSSANO – Il 18 agosto doveva essere e il 18 agosto è stato. Il Consorzio di Bonifica della Calabria ha completato oggi la riparazione della condotta irrigua che perdeva acqua in prossimità della SP195, in zona Insiti, uno dei problemi emersi dentro la crisi dell’irrigazione che nelle scorse settimane aveva portato gli agricoltori dell’area rossanese a denunciare turni d’acqua arrivati anche a quindici giorni.
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Non è una perdita qualsiasi. È proprio quella che l’Eco dello Jonio aveva documentato nei giorni scorsi: acqua dispersa lungo la provinciale e uno scavo aperto a ridosso della carreggiata, mentre nelle campagne continuavano ad arrivare segnalazioni sulla difficoltà dell’approvvigionamento irriguo.
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«Il tubo è marcio, la cravatta non tiene»
E soprattutto è la stessa condotta sulla quale, nella lunga intervista rilasciata alla nostra testata dal commissario del Consorzio Giacomo Giovinazzo e dal dirigente Antonio Rotella, era arrivata una diagnosi senza troppi giri di parole.
Il Consorzio aveva già tentato una riparazione provvisoria attraverso una “cravatta” di contenimento. Ma Rotella ci aveva spiegato chiaramente quale fosse la situazione: «Il tubo è marcio, la cravatta non tiene».
E in quella stessa intervista era arrivato anche l’impegno verificabile: il tratto sarebbe stato sistemato il 18 agosto, dopo aver completato i turni irrigui, proprio perché intervenire sulla linea avrebbe comportato un’ulteriore sospensione del servizio.
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E oggi quell’impegno è stato rispettato. Il Consorzio comunica che, «nel pieno rispetto del cronoprogramma annunciato», gli operatori hanno proceduto alla riparazione definitiva della condotta.
L’Ente riconduce il cedimento alla vetustà degli impianti e spiega di aver individuato il guasto, scegliendo però di monitorare temporaneamente la perdita per evitare di interrompere nuovamente l’irrigazione prima della conclusione del turno.
Dalle due pompe ko alla pressione ridotta
La perdita sulla SP195 era infatti soltanto uno dei problemi venuti a galla durante quelle settimane.
Dopo la prima denuncia degli agricoltori, l’acqua era tornata nei campi ma, secondo le testimonianze raccolte dall’Eco, con una pressione attorno a un’atmosfera rispetto alle circa tre indicate come ordinarie.
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Poi erano arrivate le spiegazioni del Consorzio. Due pompe fuori servizio a Insiti avevano mandato in difficoltà soprattutto l’alimentazione verso l’area rossanese. E proprio su quella prima fase dell’emergenza Giovinazzo aveva fatto una delle ammissioni più significative dell’intera vicenda: «Dopo che ci sono arrivate le prime lamentele c’è stata una sottovalutazione sulla zona. Siamo stati costretti a intervenire direttamente noi».
Da lì erano partiti gli interventi d’emergenza, compreso l’utilizzo di una pompa mobile, mentre il Consorzio annunciava il progressivo recupero dei turni e l’arrivo di una nuova pompa da destinare all’impianto di Insiti.
La crisi aveva nel frattempo superato anche i confini delle campagne, arrivando in Consiglio regionale attraverso un’interrogazione del consigliere Francesco De Cicco, che aveva chiesto verifiche sulle perdite, turni più frequenti e interventi sulla rete.
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Adesso resta la strada
Con l’intervento di oggi viene dunque chiuso uno dei capitoli più visibili della vicenda. Lo scavo è stato messo in sicurezza, ma il Consorzio precisa che dovrà essere completato il ripristino della carreggiata per eliminare definitivamente ogni possibile pericolo per la viabilità sulla SP195.
Ed è questo il prossimo passaggio da verificare.
Perché la riparazione rappresenta una risposta concreta e, soprattutto, un impegno assunto pubblicamente e mantenuto nei tempi annunciati. Ma proprio tutta questa vicenda ha riportato in primo piano il problema che lo stesso Consorzio ormai riconosce: la vetustà di una rete che continua a richiedere interventi e manutenzioni per poter reggere un servizio essenziale per una delle aree agricole più importanti della Sibaritide.
Dopo le denunce, il confronto e le ammissioni, a Insiti stavolta dalle parole si è passati ai fatti.