Parchi marini, operatori cercasi: la Calabria costruisce la rete del turismo sostenibile
Ricettività, guide, pescaturismo, diving ed esperienze enogastronomiche dentro un circuito sottoposto a verifiche di qualità. Greco: «Non basta avere luoghi straordinari, bisogna renderli fruibili»
CATANZARO – Non basta avere luoghi straordinari. La sfida vera è trasformarli in servizi di qualità, esperienze riconoscibili e proposte sostenibili. Se un visitatore chiede di trascorrere una settimana nella Costa degli Dei, nella Costa dei Gelsomini o in una qualsiasi area dei Parchi Marini Regionali della Calabria, l’Ente deve poter sapere cosa proporgli, dove farlo alloggiare, quale guida affiancargli, quali esperienze suggerire: dal remo velico al pescaturismo, dalle attività outdoor, sportive e ricreative, alle attività subacquee e diving center, dal tour degli eventi artistici e musicali, alla proposta esperienziale ed enogastronomica. È questo l’obiettivo del Circuito dei Servizi Turistici Sostenibili, promosso dall’Ente per i Parchi Marini Regionali della Calabria, al fine di valorizzare un’offerta turistica coerente con i principi di tutela ambientale, sostenibilità e qualità dei servizi. Ciò, in linea con la Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS) dei Parchi marini: passare dalla bellezza dei luoghi ad un’offerta organizzata, verificata e capace di rafforzare la destinazione Calabria.
È il messaggio rilanciato dal Direttore generale dell’Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) della Calabria, Raffaele Greco, nel corso del talk La Calabria, una montagna in mezzo al mare, condotto dal comunicatore strategico Lenin Montesanto, dalla Pool Zone del Marina Yacht nel Porto di Tropea, nel contesto della tappa tropeana di Mare Dentro, il viaggio di MAVISU attorno alla penisola calabrese promosso dall’Ente per i Parchi Marini. La promozione dell’adesione, da parte degli operatori, al percorso della CETS e alla rete dei servizi turistici sostenibili, rappresenta uno dei punti fermi del format Mare Dentro: non solo raccontare i Parchi, ma costruire attorno ad essi una proposta concreta di fruizione sostenibile.
La home page dei Parchi Marini Regionali della Calabria continua a promuovere il circuito attraverso il modulo da compilare sul sito istituzionale www.parchimarinicalabria.it. L’invito è rivolto a tutti gli operatori, alle aziende e a quanti operano nel mondo del turismo, della sostenibilità ambientale, della ricettività e dei servizi territoriali: aderire, entrare nella rete e contribuire alla costruzione di un sistema collegato alla fruizione sostenibile delle aree protette.
L’obiettivo è costruire una rete certificata di qualità, capace di rafforzare la destinazione Calabria dentro il circuito della CETS, che conta circa 80 milioni di fruitori nelle 400 aree protette certificate. Non si tratta di mettere insieme disponibilità sparse, ma di dare forma ad un circuito riconoscibile, coerente con la Carta Europea del Turismo Sostenibile e utile a rendere più accessibile, ordinata e qualificata l’offerta dei Parchi Marini Regionali. Il punto non è la quantità delle adesioni, ma la qualità dei servizi, la coerenza delle esperienze e la capacità di trasformare ogni Parco in una proposta turistica sostenibile.
Il Circuito dei Servizi Turistici Sostenibili dell’EPMR – ha ricordato Greco da Tropea - deve portare ad un risultato operativo: avere, in ogni area protetta, un’offerta definita di servizi turistici sostenibili. Una proposta che consenta ai Parchi di rispondere, in modo concreto, a chi vuole vivere una settimana in Calabria, sapendo cosa fare, dove andare, a chi affidarsi e quali esperienze scegliere. Dentro questa offerta rientrano anche le esperienze enogastronomiche, perché il racconto dei Parchi Marini non si esaurisce nel mare, ma comprende paesaggi, produzioni, comunità, entroterra e identità.
Gli operatori saranno convenzionati previo audit. L’EPMR non intende limitarsi ad acquisire documentazione o certificazioni, ma vuole verificare la qualità e la coerenza dei servizi rispetto alla fruizione sostenibile. È questo il punto operativo della rete: costruire fiducia, garantire standard, dare riconoscibilità agli operatori e rendere la proposta dei Parchi Marini realmente spendibile. Il passo successivo sarà contribuire alla costruzione di uno o due prodotti per ogni Parco, da affidare alle agenzie di viaggio perché possano promuoverli.
Il percorso si inserisce nella visione più ampia dei Piani Integrati dei Parchi Marini e del quadro conoscitivo che l’Ente intende costruire anche attraverso l’accordo con ARPACAL. Monitoraggio, dati, servizi, operatori, Comuni e associazioni – ha ricordato il Direttore Greco – devono procedere insieme. L’obiettivo non è agire sulla testa dei territori, ma costruire strumenti condivisi per armonizzare la fruizione delle risorse costiere, le attività economiche compatibili e la tutela degli habitat.