Emodinamica, i direttori delle Cardiologie fanno quadrato: «Nessuna chiusura. Le équipe itineranti serviranno per gli interventi programmati»
Nota congiunta dei vertici cardiologici calabresi, compresi i direttori degli Spoke di Corigliano-Rossano e Castrovillari. Per infarto acuto resta la rete Hub H24; gli specialisti si sposteranno invece per coronarografie e angioplastiche programmate
CORIGLIANO-ROSSANO – Nel pieno della bufera politica sull’Emodinamica, arriva una presa di posizione che prova a cambiare completamente il piano della discussione. Quindici direttori e responsabili delle Cardiologie calabresi mettono la firma sotto una nota congiunta per chiarire che le équipe itineranti non sarebbero destinate a sostituire il percorso dell’emergenza per l’infarto acuto, ma a svolgere negli ospedali Spoke coronarografie e angioplastiche programmate.
Tra i firmatari c’è anche Silvana De Bonis, direttrice della Cardiologia-UTIC del presidio di Corigliano-Rossano, Giovanni Bisignani, primario emerito della Cardiologia di Castrovillari ed il facente funzioni da direttore del Ferrari, Andrea Madeo, insieme ai vertici delle Cardiologie e delle Emodinamiche di Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Castrovillari, Lamezia, Vibo, Paola-Cetraro, Polistena, Crotone e Locri.
È una presa di posizione pesante, oltre che netta. Anche perché arriva mentre il caso è ormai diventato politico. Proprio oggi la capogruppo del M5S Elisa Scutellà ha depositato una mozione chiedendo Emodinamiche strutturali e H24 a Corigliano-Rossano, Paola, Lamezia e Vibo, sostenendo che squadre itineranti e servizi parziali non siano sufficienti per affrontare le emergenze tempo-dipendenti.
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Ed è precisamente su questo punto che i direttori intervengono.
«Per l’infarto acuto non cambia nulla»
Il primo messaggio è netto: «Nessuna emodinamica è stata chiusa o soppressa». Secondo i firmatari, numero e distribuzione dei centri d’emergenza H24 risponderebbero agli standard fissati dal DM 70/2015, sulla base della popolazione e dei volumi di attività, e il riallineamento dei decreti regionali avrebbe semplicemente adeguato la rete a quei parametri.
Ma soprattutto, spiegano, il paziente colpito da infarto acuto non sarà trattato dalle équipe itineranti.
«Per l’infarto acuto non cambia nulla e la sicurezza resta massima», scrivono i cardiologi. Il percorso continuerà quindi a essere quello della rete d’emergenza: 118, eventuale elisoccorso, telecardiologia e trasferimento rapido verso i centri Hub con Emodinamica H24.
I direttori richiamano anche i dati Agenas, che a loro giudizio documenterebbero per la Calabria risultati positivi sulla mortalità a 30 giorni e sui tempi dell’angioplastica.
È dunque qui che il nuovo modello assume una natura diversa da quella percepita nel dibattito di questi giorni: non una Emodinamica itinerante chiamata a intervenire sull’infarto in qualsiasi ora del giorno e della notte, ma specialisti degli Hub che raggiungono gli Spoke per l’attività programmata.
A Rossano gli specialisti arriveranno per gli interventi programmati
Per coronarografie, angioplastiche e altre procedure non urgenti, il principio viene rovesciato: non sarà più necessariamente il paziente ricoverato nello Spoke a essere caricato in ambulanza e trasferito nell’Hub.
«Saranno gli specialisti ad avvicinarsi al paziente e non il paziente a doversi spostare verso i medici».
Il modello dovrebbe trovare immediata applicazione a Rossano, Lamezia Terme e Paola, dove, secondo la nota, le sale angiografiche sarebbero già disponibili, collaudate e pronte all’attività.
Successivamente dovrebbe essere esteso anche al nuovo ospedale della Sibaritide, oltre che a Vibo Valentia, Polistena e Locri, una volta ultimate e rese operative le rispettive sale.
Secondo i firmatari, la presenza periodica delle équipe degli Hub non dovrebbe essere neppure considerata un intervento occasionale, ma un percorso di affiancamento e crescita delle Cardiologie periferiche, attraverso protocolli condivisi e trasferimento di competenze, fino a una maggiore autonomia organizzativa.
Meno trasferimenti, più ambulanze libere
I direttori indicano anche gli effetti che il modello dovrebbe produrre: meno trasferimenti in ambulanza per gli esami programmati, meno disagi per pazienti e famiglie e più mezzi del 118 disponibili per le emergenze reali.
E rivendicano un altro elemento: negli Spoke esisterebbero già sale di cardiologia interventistica collaudate ma rimaste finora inutilizzate. Il nuovo sistema, quindi, avrebbe l’obiettivo di mettere finalmente in funzione tecnologie già presenti negli ospedali periferici.
La nota attribuisce espressamente al presidente della Regione Roberto Occhiuto la scelta di dare concretezza a una richiesta che, spiegano i cardiologi, sarebbe stata avanzata da tempo dagli stessi direttori.
Secondo loro, la nuova organizzazione «rafforza il ruolo degli Hub senza indebolire la rete dell’emergenza, valorizza gli ospedali Spoke e porta una parte dell’attività cardiologica interventistica programmata più vicino ai luoghi in cui vivono i pazienti».
La presa di posizione non chiude affatto la discussione. Semmai la rende molto più precisa. Almeno adesso sappiamo che la "Emodinamica Itinerante" pensata dalla Regione non nasce per curare l’infarto acuto. Nasce per portare negli Spoke l’attività interventistica programmata.
Ovviamente resta sempre da chiarire - ma questo sicuramente non possono farlo i medici ma la politica - a cosa serve un nuovo ospedale da mezzo miliardo di euro (quello in costruzione a Insiti) se per curare un infarto bisognerà sempre andare a Cosenza o Catanzaro!