2 ore fa:Fondi per i Comuni fusi, Scutellà lancia l’allarme: «Le risorse di Corigliano-Rossano non si toccano»
14 ore fa:Successo per "Onde di Comunità" a Cariati: mare, tradizioni e cultura al centro di una serata partecipata
1 ora fa:Mimmo Cavallaro accende Amendolara: il 4 agosto la grande notte della musica popolare
Adesso:SS106, il cantiere guarda già a Corigliano: 1.200 occupati e una filiera di 900 imprese
13 ore fa:A Saracena quattro giorni di musica con lo Scarano Music Fest
13 ore fa:Cassano, il Piano comunale di spiaggia verso il via libera: parere favorevole della Commissione
1 ora fa:A Vaccarizzo Albanese torna "Corri Arbëreshë": sport e identità nel cuore del borgo
30 minuti fa:Mormanno allunga l'estate: da Cristicchi a Joe T Vannelli, quasi 35 eventi fino a ottobre
6 ore fa:Corigliano-Rossano, Rapani accusa: «Liste d'attesa incompatibili con il diritto alla salute»
15 ore fa:Amendolara, conto alla rovescia per il 18° Memorial "Mario De Luca": stasera chiudono le iscrizioni

SS106, il cantiere guarda già a Corigliano: 1.200 occupati e una filiera di 900 imprese

3 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Il Terzo Megalotto della Statale 106 non è solo la strada che connettera le due dorsali d'Italia e contribuirà a far uscire dall'isolamento l'intero nord-est della Calabria. Quei cantieri, oggi, sono molto di più. Perché stanno formando maestranze, consolidando competenze e creando una filiera produttiva che potrebbe accompagnare il prolungamento dell’arteria dall’Alto Jonio fino a Corigliano-Rossano.

È il dato meno spettacolare, ma forse più importante, contenuto nell’ultimo aggiornamento diffuso da Webuild: per realizzare i 38 chilometri della nuova Jonica tra Sibari e Roseto Capo Spulico sono stati creati circa 1.200 posti di lavoro, tra dipendenti diretti e personale delle imprese terze.

Dall’avvio dei cantieri sono state coinvolte circa 900 aziende, il 45% delle quali calabresi. Significa che oltre 400 realtà regionali sono entrate, a vario titolo, nella catena produttiva della più grande infrastruttura stradale attualmente in costruzione nel sud Italia.

Una massa di imprese, tecnici e lavoratori che rappresenta ormai un patrimonio industriale del territorio. E che potrebbe trovare continuità nel nuovo lotto della Statale 106 assegnato a Webuild tra il viadotto Coserie e lo svincolo di Corigliano Ovest, ricompreso nel più ampio lavoro di realizzazione della Sibari-Corigliano-Rossano.

Il "salto" dall’Alto Jonio a Corigliano-Rossano

Il nuovo intervento prevede circa 17 chilometri di strada a doppia carreggiata, portando a circa 55 chilometri l’estensione complessiva della nuova SS106 affidata al gruppo.

Per l’esecuzione dei lavori è previsto l’impiego di un massimo di circa 500 persone, tra diretti e terzi. Webuild indica espressamente l’obiettivo di valorizzare le competenze e le esperienze maturate durante la costruzione del Terzo Megalotto.

È questo il vero elemento di prospettiva: evitare che il completamento dei lavori nell’Alto Jonio disperda professionalità formate in anni di cantieri complessi e trasferire quel patrimonio operativo sulla tratta successiva.

Il passaggio verso Corigliano potrebbe quindi garantire continuità occupazionale a una parte delle maestranze, oltre a mantenere attiva una rete di fornitori e imprese locali cresciuta insieme all’opera.

Naturalmente non esiste un automatismo. Tempi di avvio, organizzazione dei cantieri e affidamento delle lavorazioni determineranno il reale livello di continuità. Ma la presenza dello stesso grande contraente sui due interventi rende questa prospettiva concreta.

L'altro lotto, quello compreso tra Corigliano Ovest e Sibari, dicevamo, spetterà invece al Consorzio Stabile Eteria. A differenza di Webuild, che ha già sul tavolo le carte ed è pronta a (ri)accendere i motori, in questo caso non si conoscono ancora gli obiettivi e i volumi occupazionali che intende mettere in campo la società romana ma è presumibile che, almeno i numeri occupazionali, possano essere più o meno simili a quelli di Webuild. In tutto, quindi, sul cantiere della Sibari-Corigliano-Rossano dovrebbero gravitare circa un migliaio di maestranze.

Avena e Straface, completati i vari

Nel frattempo avanzano anche le grandi opere di attraversamento del Terzo Megalotto. Webuild ha completato il varo dei viadotti Avena e Straface, considerati tra gli interventi di maggiore rilievo ingegneristico e architettonico dell’intera tratta.

Il viadotto Avena si sviluppa per 660 metri tra i territori di Albidona e Amendolara. L’impalcato è sostenuto da quattro grandi pile, due delle quali presentano una caratteristica forma a “V” che rende l’opera immediatamente riconoscibile.

Non si tratta soltanto di una soluzione estetica. La particolare conformazione risponde alle necessità strutturali dell’attraversamento e trasforma il viadotto in uno dei segni architettonici più evidenti della nuova strada.

Proseguono anche le lavorazioni sul viadotto Annunziata, lungo circa un chilometro. L’opera presenta una configurazione peculiare, con gli impalcati disposti su due livelli distinti, uno per ciascun senso di marcia.

Complessivamente, secondo i dati forniti da Webuild, il Terzo Megalotto comprende 16 viadotti, per una lunghezza totale di circa sette chilometri.

Una strada che attraversa otto comuni

Il tracciato interessa otto comuni della provincia di Cosenza: Cassano Jonio, Francavilla Marittima, Cerchiara di Calabria, Villapiana, Trebisacce, Albidona, Amendolara e Roseto Capo Spulico.

Sono previsti quattro svincoli principali: Sibari, Cerchiara-Francavilla, Trebisacce e Roseto. Collegamenti chiamati a mettere in comunicazione la nuova arteria con la viabilità esistente, i centri costieri e l’entroterra.

L’opera dovrà contribuire a ridurre i tempi di percorrenza e a migliorare la continuità stradale lungo il corridoio ionico tra Calabria, Basilicata e Puglia, creando un collegamento più efficiente tra l’autostrada A2 e l’asse adriatico dell’A14.

 

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.