Centrale Enel, sit-in sciolto dopo l’apertura al confronto: tavolo entro fine agosto
Due lavoratori delle pulizie si erano incatenati all’alba contro il taglio di un terzo delle ore dal primo agosto. Enel annuncia un incontro, ma Cgil e Uil chiedono garanzie immediate
CORIGLIANO-ROSSANO - È durato poche ore il sit-in iniziato questa mattina davanti alla centrale Enel di Corigliano-Rossano. I due lavoratori delle pulizie civili della Cm Service, incatenatisi all’alba per protestare contro la prevista riduzione dell’orario, hanno interrotto la mobilitazione dopo l’annuncio dell’apertura di un tavolo di confronto con Enel entro la fine di agosto.
Una prima disponibilità al dialogo che ha consentito di sciogliere la protesta, senza però cancellare la preoccupazione. Dal prossimo 1° agosto, infatti, i due dipendenti rischiano una riduzione dell’orario pari a circa un terzo del totale.
Si tratta, sottolineano i sindacati, di due padri di famiglia monoreddito. Sul posto erano presenti Andrea Ferrone della Cgil e Luciano Campolongo della Uil, intervenuti per sostenere i lavoratori e seguire l’evoluzione della vertenza.
«I lavoratori non sono costi, sono persone e vanno rispettati», affermano i rappresentanti sindacali, che chiedono a Enel e alla ditta appaltatrice di tornare indietro rispetto alla decisione di tagliare le ore.
L’apertura del tavolo rappresenta un primo passo, ma lascia irrisolto il problema dei tempi: la riduzione dovrebbe partire già dal primo agosto, mentre il confronto annunciato è previsto entro la fine del mese. Per Cgil e Uil occorre dunque evitare che, nell’attesa dell’incontro, il taglio produca effetti economici immediati sulle famiglie interessate.
I sindacati chiedono inoltre al sindaco Flavio Stasi di farsi promotore di un confronto tra tutte le parti, eventualmente in Prefettura, per affrontare la vertenza in una sede istituzionale e scongiurare nuove proteste o blocchi delle attività.
La vicenda, secondo Cgil e Uil, non riguarda soltanto i due lavoratori delle pulizie. Nella centrale operano ancora circa 40 dipendenti delle aziende dell’indotto e il timore è che la riduzione delle ore possa rappresentare il primo segnale di una più ampia contrazione dei servizi e dell’occupazione.
Ferrone e Campolongo collegano la situazione anche all’assenza di una prospettiva industriale per l’ex centrale termoelettrica, richiamando il progetto di riconversione a idrogeno discusso negli anni scorsi con il contributo dell’Università della Calabria e poi abbandonato.
Il sit-in si è dunque concluso, ma la vertenza resta aperta. Ora il passaggio decisivo sarà capire quando verrà convocato il tavolo, chi vi parteciperà e, soprattutto, se Enel e Cm Service sospenderanno il taglio delle ore in attesa di una soluzione condivisa.