Bosco Nazionale, la scommessa che può far rinascere il cuore di Rossano Scalo
La demolizione della vecchia palazzina di via Nazionale apre la strada al progetto ecosostenibile del Gruppo Lapietra. Non soltanto un nuovo edificio, ma il possibile innesco di una rigenerazione urbana, commerciale e sociale
CORIGLIANO-ROSSANO – Questa mattina, lungo la centralissima Via Nazionale di Rossano Scalo, non è iniziata soltanto la demolizione di una vecchia palazzina. Potrebbe essere cominciata la costruzione di una nuova idea di città.
Al civico 46, un edificio risalente agli anni Sessanta sta lasciando spazio a Bosco Nazionale, il progetto residenziale ecosostenibile promosso dal Gruppo Lapietra e ispirato, nel concept, alle più innovative esperienze italiane di architettura verde.
La demolizione viene eseguita con la tecnica meccanica controllata top-down: un escavatore ad alto sbraccio, dotato di pinza frantumatrice, smonta progressivamente la struttura dall’alto verso il basso, mentre un sistema di nebulizzazione dell’acqua contiene la dispersione delle polveri.
Ma la vera questione non è ciò che sta venendo giù. È quello che, da qui, potrebbe iniziare a risalire.
Non solo un palazzo, ma un segnale urbano
Bosco Nazionale sarà un edificio moderno, ecosostenibile, tecnologico e fortemente integrato con il verde. Fermarsi alle caratteristiche dell’immobile, però, significherebbe raccontare soltanto una parte del progetto. La scommessa più ambiziosa riguarda il suo possibile impatto sulla città.
L’ispirazione richiama il celebre Bosco Verticale di Milano, diventato un modello internazionale di forestazione urbana, e altre esperienze italiane come il complesso 25 Verde di Torino e Ca’ delle Alzaie a Treviso.
L’auspicio è che questo intervento rappresenti una sorta di anno zero per Via Nazionale, aprendo una nuova stagione di rigenerazione del cuore di Rossano Scalo: più moderna, efficiente, sostenibile e capace di restituire attrattività a una strada che continua a essere centrale nella vita cittadina, ma che da anni mostra segnali evidenti di impoverimento urbano e commerciale.
Via Nazionale resta una delle aree “nobili” dello Scalo. Su questo non c’è dubbio. È la strada della domenica, del passeggio e della socialità rossanese. Eppure basta percorrerla per incontrare saracinesche abbassate, locali vuoti, vetrine spente e immobili che non riescono più a dialogare con le esigenze contemporanee della città. È dentro questa contraddizione che si inserisce Bosco Nazionale.
Una scommessa imprenditoriale, ma anche sociale
Quella del Gruppo Lapietra è certamente una scommessa imprenditoriale. Investire oggi nel cuore dello Scalo significa puntare sul valore futuro di un’area che conserva enormi potenzialità, ma che ha bisogno di nuovi stimoli, nuove funzioni e nuovi investimenti.
È, però, anche una scommessa sociale.
Rigenerare un immobile nel centro urbano non significa soltanto costruire nuove abitazioni. Significa generare movimento, fiducia, attenzione e possibilità. Significa dimostrare che il centro non è destinato a perdere progressivamente attività e residenti, ma può tornare a essere un luogo nel quale investire, vivere e progettare il futuro.
Bosco Nazionale deve essere proprio questo: non una struttura isolata, ma un elemento capace di innescare un processo. Il progetto potrà dirsi pienamente riuscito non soltanto quando saranno completati gli appartamenti, ma se riuscirà a incoraggiare altri imprenditori a investire nelle attività commerciali, altri proprietari a recuperare gli immobili esistenti e altri costruttori a contribuire alla rigenerazione edilizia e civile dell’area.
Verso una nuova via nazionale
La sfida, insomma, riguarda l’intero contesto urbano. Una Via Nazionale più curata e attrattiva potrebbe diventare il presupposto per accelerare un percorso di riqualificazione complessiva: nuovi arredi, più verde, illuminazione moderna, maggiore accessibilità, spazi pubblici di qualità e una progressiva pedonalizzazione capace di restituire la strada alle persone.
Bosco Nazionale non può realizzare da solo questa trasformazione. Può, però, indicare una direzione e dimostrare che un modo diverso di intervenire nel centro urbano è possibile.
Non consumando nuovo territorio ai margini della città, ma rigenerando ciò che già esiste. Non abbandonando il centro in favore di nuove periferie commerciali e residenziali, ma tornando a investire nel suo cuore. Non limitandosi a sostituire il vecchio con il nuovo, ma costruendo un’architettura capace di dialogare con l’ambiente e con la comunità.
Una storia di innovazione Che Continua
Del resto, si parte anche in questo caso da un know-how non indifferente. E il fatto che sia il Gruppo Lapietra ad investire in questo nuovo concept urbano di riutilizzo del suolo e, più in generale, di rigenerazione è sinonimo di garanzia da un lato ma anche speranza di nuove iniziative dall’altro. Quella regola non scritta del mettersi in gioco per creare sana concorrenza che è, poi, il sale dell’imprenditoria.
Bosco Nazionale si inserisce nel lungo percorso della storica famiglia di imprenditori edili rossanesi, che dagli anni Novanta ha contribuito a modificare il volto urbano dello Scalo attraverso edifici direzionali, strutture scolastiche innovative e complessi residenziali a basso consumo.
Dal Palazzo di Vetro di Via Nestore Mazzei, oggi sede del Distretto sanitario dell’Asp di Cosenza, alle cittadelle scolastiche del Liceo Scientifico e dell’Istituto tecnico Majorana, fino al complesso Iris Park e alle nuove aree residenziali sorte nella zona sud dello Scalo.
Interventi differenti, ma legati da un filo comune: utilizzare l’innovazione edilizia per anticipare nuovi modelli di vita urbana.
Da qui può (e deve) cominciare la rinascita
Tra qualche mese, al posto della vecchia palazzina degli anni Sessanta, Via Nazionale avrà un edificio completamente nuovo. Verde, contemporaneo, efficiente e riconoscibile. Poi spetterà a tutti gli altri, Amministrazione comunale in primis, a far crescere iniziative, attività economiche, cantieri di recupero, spazi pubblici e nuove occasioni di socialità. Che la comunità imprenditoriale sappia cogliere il segnale e che anche le istituzioni accompagnino questa spinta privata con una visione pubblica altrettanto coraggiosa.
Questa mattina è iniziata la demolizione di un vecchio edificio. L’auspicio è che, insieme a Bosco Nazionale, cominci finalmente anche la ricostruzione del cuore di Rossano Scalo.